Intervista: Moonlight MattersIntervista: Moonlight Matters - ElectroMode ElectroMode

Intervista: Moonlight MattersIntervista: Moonlight Matters

maggio 19, 2011

 

 

Sebastiaan Vandevoorde, meglio conosciuto come Moonlight Matters, è solo l’ultimo degli astri nascenti della feconda scena elettronica belga.
Dopo aver fondato il progetto Villa, facendone parte per oltre un anno, Sebastiaan ha deciso di “mettersi in proprio” e di sfruttare al massimo le sue potenzialità creative. A giudicare dai primi remix – prodotti per artisti della levatura di Digitalism, Hercules & Love Affair, Ellie Goulding e licenziati da label di grido (Kitsuné, Moshi Moshi, Polydor) –, si può affermare che la via imboccata è di sicuro quella giusta.
In attesa dell’uscita del suo primo EP, prevista per i prossimi mesi, Sebastiaan ci ha concesso un’interessante intervista.
Hi Seba! Puoi dirci innanzitutto qualcosa di te? Da dove vieni? Dove sei cresciuto e quali sono le tue esperienze formative?
Sono cresciuto in un piccolo paese belga nella deliziosa campagna delle Fiandre, dove sono stato allevato dalla mia splendida mamma.
Ho sempre dovuto combattere per ottenere ciò che volevo; sono ormai dieci anni che sono un avventuriero del suono. Durante questo percorso ho speso le mie giornate perlopiù in una stanza, circondato da synth e lontano dal mondo esterno, fin quando ho deciso di “aprirmi”; è stato allora, più o meno due anni fa, che io, Fred e Thang abbiamo dato vita al progetto Villa.

Sulle tue info biografiche si può leggere: “Moonlight Matters è ciò che accade quando il sole cala, il mood è giusto e la creatività è libera di spaziare…”. Puoi illustrare più approfonditamente questo concetto? Si tratta di un’atmosfera più che di una specifica persona?

Lascio all’immaginazione del lettore il senso del termine Moonlight Matters, ma – per quanto mi riguarda – significa due cose: da una parte ciò che davvero conta è il chiaro di luna. Tendo a vedere la notte come una sorta di vuoto all’interno del quale io posso creare musica sul mio piccolo pianeta, come una specie di momento catartico; dall’altra, ma in connessione con la prima interpretazione, può significare matters of moonlight, nel senso che le preoccupazioni quotidiane scompaiono quando la luna appare.

Fino a poco tempo fa eri il compositore/producer del progetto Villa, divenuto famoso nel mondo con molti remix e la hit Beats of Love. Poi improvvisamente hai deciso d’intraprendere una nuova avventura. Puoi dirci perché hai fatto questa scelta proprio nel momento di maggior successo del gruppo?
Nonostante abbia scritto e prodotto tutta la musica dei Villa fino a prima del remix fatto per i Digitalism, Fredo e Thang hanno deciso, a causa di differenze irresolubili in fatto di gusto, visione e approccio, di continuare il progetto senza di me. Nel frattempo anche Fredo ha abbandonato e Villa è ora formato da Thang e Francois, un nuovo membro che compone la musica.

Qual è la differenza essenziale tra Moonlight Matters e Villa? Questo nuovo progetto promuove un differente stile a livello di suoni?

La differenza essenziale consiste nel fatto che ora posso fare ciò che voglio, senza il problema di dover soddisfare altre esigenze individuali. Ne consegue che di fatto posso lavorare molto più velocemente.

La sonorità di Moonlight Matters è una logica evoluzione del mio precedente percorso e, da quando ho lasciato i Villa, vi è stato un mutamento nelle scelte stilistiche e nella visione generale. Direi che ora ho molte più potenzialità da mettere in atto.

Come Moonlight Matters hai fatto numerosi remix per artisti molto importanti tra cui Digitalism, Hercules & Love Affair, The Drums, ecc .. . Qual è la caratteristica discriminante dei tuoi remix?

Tendo a selezionare gli aspetti che più mi piacciono della traccia da remixare e poi li reinterpreto completamente in relazione al mio stile; li isolo dalla composizione originale e l’inserisco nella mia.

Una delle caratteristiche specifiche della mia musica potrebbe essere la tendenza a combinare elementi elettronici ed elementi organici. Un buon esempio di ciò – e penso che questo sia un aspetto peculiare delle mie sonorità – è dato dal fatto che utilizzo molti elementi orchestrali e allo stesso tempo una strumentazione elettronica per dare vita a una fusione originale di passato, presente e futuro.

 

Hai prodotto anche alcune tracce per due band belghe, Montevideo e Shindu; Jean Waterlot, leader dei Montevideo, ha detto: “Lavorare con Seba è stato una benedizione. Ha dato una marcia in più alle canzoni, la stessa energia che Thomas Bangalter profondeva nelle sue release su Roulé”. Un paragone gratificante, direi! Al di là di questo, cosa pensi di quest’esperienza?

È stato anche per me un grande piacere lavorare con i ragazzi dei Montevideo. Differentemente da molti altri progetti collettivi, sono venuti da me con tre idee già molto forti; ho visto così che c’era la possibilità per me di “purificare” questi diamanti grezzi e aggiungere il mio tocco personale alla musica, senza per questo deformarne l’integrità e l’atmosfera lo-fi anni ’70. Nonostante sia stata una corsa contro il tempo, sono stato davvero contento di lavorare con loro e penso che presto inizieremo a buttare giù qualcosa per il secondo EP.

Per quanto riguarda Shindu, mi sto divertendo molto anche con questi ragazzi: il primo singolo, chiamato Happy House, uscirà il 27 giugno per la Kitsuné con remix dei miei amici Herr Styler, Midnight Savari, Jerry Bouthier (JBAG), Polydor e Martians.

Attualmente stiamo lavorando al secondo singolo, l’attesa durerà poco!

Attualmente la scena musicale belga è di gran lunga una delle più interessanti. Per quanto riguarda il tipo di stile sonoro, a chi ti senti più vicino tra Soulwax/2manydjs, The Glimmers, Aeroplane, The Magician?

Innanzitutto grazie per le tue gentili parole. Condivido la tua stessa opinione, c’è grande fermento.

Tutti questi nomi che hai citato giocano un ruolo importante nello sviluppo della scena belga; penso di poter dire che essi, inserendosi di diritto nella memoria musicale collettiva belga – memoria collettiva che inevitabilmente condivido -, hanno contribuito a Moonlight Matters. Ho grande rispetto per ognuna di queste persone.

La cosa divertente è che, poiché il Belgio è molto piccolo, molti di noi sono in contatto e tendono a motivarsi l’un l’altro per migliorare continuamente.

Quale strumentazione usi per produrre le tue tracce e i tuoi remix?

Ho avuto la fortuna di usare, tra gli altri: CS60, PRO5, Memorymoog, Prophet VS, Banana Synth, Rhodes73, DX7II, OBXA, Andromeda, Omega8, MKS-80, Little Phatty, Expander, ShermanQMF, SH-101, una miriade di batterie Simmons, Tascam M600 mixer, Sonic Core DSP, ecc.. .

Uso anche alcuni plug in per determinate cose; insomma, il meglio dei due mondi.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Continuerai a produrre solo remix o sarà possibile ascoltare tracce da te prodotte?

Sto lavorando al mio EP da un po’ ormai, ma –  a causa di tutte le richieste per remix e delle cooperazioni che sto facendo –  ho dovuto cambiare le mie scadenze. Al momento mi sto finalmente concentrando sull’EP, spero di finirlo al più presto e di lanciarlo prima dell’estate.

Tutto ciò che posso dire a proposito è che un’icona, per quanto riguarda la parte vocale, sta per tornare sulla scena; sono davvero eccitato al solo pensiero, non vedo l’ora di pubblicare l’EP.

 

Homework/Discovery (Daft Punk), First Album (Miss Kittin & The Hacker), #1 (Fischerspooner), Ok Cowboy (Vitalic), Cross (Justice): quale di questi album ha maggiormente segnato gli ultimi quindici anni? Quali sono invece le tue influenze?

Conosco e ho ascoltato tutti questi lavori e, se devo sceglierne uno che mi ha davvero influenzato (e non solo me), allora non posso che dire Homework dei Daft Punk. Licenziato quando avevo sedici anni, mi ha dischiuso le porte della musica elettronica, nonostante io avessi già avuto i primi approcci con questo tipo di sonorità; tuttavia, questo album ha davvero allargato i miei orizzonti.

Se devo elencare qualche nome che mi ha influenzato, potrei dire: Giorgio Moroder, Niles Rodgers, Price, Vangelis, Bo Michael Tretow, Quincy Jones.

Qual è il tuo club/festival preferito? E dove hai trovato il pubblico e l’atmosfera più stimolanti?

Ricorderò per sempre quando ho suonato Beats of Love con i Villa allo straordinario festival belga Pukkelpop nel 2010.

Per qualche motivo l’intero pubblico di circa 3000 persone decise di mettersi a sedere nel momento di massima intensificazione del brano, per poi saltare forsennatamente alla conclusione del climax!!! È stato davvero emozionante vedere questo spettacolo; credo che ci sia anche un filmato su Youtube a riguardo.

Cosa fa Moonlight Matters quando non è in studio? Quali sono i suoi hobby?

Non c’è nulla di male nel dire che non sono un perfezionista o appassionato di equazioni matematiche; perciò la mia più grande distrazione al momento è una buona e intensa sessione di biliardo.

Ho appena ricevuto il miglior regalo di compleanno mai avuto, visto che ora ho la “Rolls Royce” delle stecche da biliardo. Mi dispiace non portare la stecca a letto con me, mi sento come un bambino di sette anni a Natale.

La cosa divertente è che sono così assorbito nel fare questo che rappresenta per me la forma perfetta di distacco.

 

 

Sebastiaan Vandevoorde, well-known as Moonlight Matters, is just the last rising star in the flourishing belgian electronic scene. 

After founding the act Villa and taking part in it for over one year, Sebastiaan has decided to get his own way and exploit all his creative resources. Going by the first remixes – produced for important artists such as Digitalism, Hercules & Love Affair, Ellie Goulding and brought out by renowned labels (Kitsuné, Moshi Moshi, Polydor) –, you can say that the undertaken path is bound to be the right one.

Waiting for the release of his first EP, expected for the next months, Sebastiaan has granted an interesting interview.

Hi Seba! First of all, can you tell us something about you? Where are you from? Where did you grow up, what’s your background?

 

I grew up in a small place in the countryside of lovely Flanders in Belgium, where I’ve been raised by my amazing mum.

I’ve always had to fight for what I’ve wanted and have been a sonic adventurer since almost a decade ago. The majority of that journey was spent in a room surrounded by synths far away from the outside world, till I decided it was time to open up and that’s when Fredo, Thang and me started Villa a good year or two and a half ago.

You can read on your bio infos: “Moonlight Matters is what happens when the sun goes down, the mood is right, and creativity is set loose…”. Can you elaborate this idea? It deals more with an atmosphere than with a specific person?

 

I’m leaving open what the term Moonlight Matters does with your readers creativity, but for me personally it means two things: the first being that Moonlight does Matter, not just for several environmental issues but also more personally that I tend to see the night as some sort of vacuum where I can create music on my own little planet, which works very freeing for me.

Second – and in connection with the first interpretation – it can mean Matters of the Moonlight, as in things that go down when the Moonlight is up.

 

Until recently you were the composer/producer of Villa, become famous in the world with many remixes and the hit Beats of Love. Then suddenly you’ve decided to undertake a new adventure. Might you tell us why you’ve made this choice just in the most successful period of the group?

 

Despite I’ve written and produced all the Villa music up until right before the Villa/Digitalism remix, Fredo & Thang decided – because of irreconcilable differences in taste, vision and approach – that they wanted to move on with the name Villa without me. In the meanwhile Fredo has also left the project and Thang is now the only member of the original setup continuing Villa with a new member Francois, who makes the music now.

What’s the essential difference between Moonlight Matters and Villa? Does this new project foster a different sound style?

 

The main difference for me is the fact that now I can do my own thing, but without the obstacle of other individuals to satisfy in the process, which results in the fact that I can work a lot quicker.

The Moonlight Matters sound is a logical progression from where I left Villa and has since then evolved into a new vision and sound. I’d say: there are many more possibilities inside Moonlight Matters than inside Villa.

 

As Moonlight Matters you’ve done a lot of remixes for very important artists such as Digitalism, Hercules & The Love Affair, The Drums, etc .. . What do you see as the main features of your remixes?

 

I like to select my favourite elements of the track to be remixed and completely reinterpret them according to my own vision, detach them from the previous format and fit them into mine.

One of the specific features of my music might be the fact that I tend to combine electronic with organic elements. A good example of this – and I consider this to be a big part of my signature sound – is the fact that I use a lot of orchestral elements combined with analog speaker blowing synth legends to make a customised blend of the past, present and future.

You’ve produced also some tracks for two Belgian bands, Montevideo and Shindu; Jean Waterlot, Montevideo’s leader, said: “Working with Seba was a blessing. He injected some extra spunk to the songs, the same energy Thomas Bangalter used to put into his releases on Roulé”. A flattering comparison! Anyway, what do you think about this experience?

 

It has been an equally great pleasure for me working with the Montevideo guys. Different from most other collective projects I’m doing, was the fact that they came to me with 3 already very strong ideas and I saw the possibility for myself to bring these rough diamonds to the next level and add my personal touch to the music, but still save the integrity and kinda lo-fi 70’s feel they had to it. Though it was a real race against the clock, I’ve enjoyed working with them very much and – if I’m correct – we’ll start working on that second EP very soon.

As far as Shindu is concerned, I’m having a lot of fun with the guys too, we have the first single called Happy House coming out on the June 27th on Kitsuné with remixes from my friends Herr Styler, Midnight Savari, Jerry Bouthier (JBAG), Polydor and Martians.

We’re working on the second single as we speak, so stay tuned!

 
Currently the belgian musical scene is by far one of the most interesting. As far as the kind of sound style is concerned who do you feel closer to among Soulwax/2manydjs, The Glimmers, Aeroplane, The Magician?

 

First of all thanks for your kind words! I do share the same opinion with you, the Belgian scene is on fire right now.

All these names you’ve quoted play a big role in the development of this scene and –  me being a part of the Belgian collective musical memory –  I think it’s pretty safe to say that all of these names have contributed to Moonlight Matters. I have an equally big respect for all of these people.

The fun thing is that, because of the fact that Belgium is very small, most of us are in contact with each other and tend to motivate each other to take things to the next level.

 

 

Which instruments do you use to produce your tracks/remixes?

 

Amongst others, so far I’ve been blessed with: CS60, PRO5, Memorymoog, Prophet VS, Banana Synth, Rhodes73, DX7II, OBXA, Andromeda, Omega8, MKS-80, Little Phatty, Expander, ShermanQMF, SH-101, a mountain of Simmons drums, Tascam M600 mixer, Sonic core DSP, etc…

I do also use plug ins for certain things, so best of both worlds.

 

What are your future plans? Are you gonna continue producing just remixes or it will be possible to listen to your tracks?

 

I’ve been working on my EP for a while now, but, because of all the remix requests, songwriting & producing I’ve been doing, I’ve had to reschedule it a little bit. As for now, I’m finally working on it and hope to have it finished ASAP and drop it before the summer. All I can say about it is that I’m bringing back an icon on vocals of which I’m very excited about. Can’t wait to drop this!

 

Homework/Discovery (Daft Punk), First Album (Miss Kittin & The Hacker), #1 (Fischerspooner), Ok Cowboy (Vitalic), Cross (Justice): in your opinion which one among these albums has most marked the last fifteen years? What are your particular influences?

 

I know and have listened to all these works above and, if I have to choose one of the previous that really influenced me (and a lot of other people), it must have been Daft punk’s Homework. This being released when I was 16, it totally opened the doors to electronic music to me; though I had been picking up electronic music before, this was a real eye opener to me.

If I have to name a few people that influenced me throughout the history it would be people like: Giorgio Moroder, Niles Rodgers, Prince, Vangelis, Bo Michael Tretow, Quincy Jones.

 

What’s your favourite club/festival? And where did you find the most stimulating audience and atmosphere?

 
Something I’ll always remember is when I played Beats Of Love with Villa on the Belgian exquisite festival of Pukkelpop in 2010.
For some reason the whole audience of our stage of about 3000 people decided to go sit down in the build-up of the song, then when the climax dropped, they all jumped up!!! It was really amazing to see this, I even believe there is a Youtube movie of that somewhere.
What does Moonlight Matters do when he isn’t in his studio? What are his hobbies?  
 
There is no point in denying that I’m a bit of a perfectionist and passionate by mathematical things, therefore my biggest let out at the moment is a good solid session of pool.
I’ve just been given the best birthday present ever; I got the “Rolls Royce” among pool cues.
I’m having a hard time not taking this cue to bed with me, I feel like a 7 year old at Christmas.
The fun thing about this for me is the fact that, when I’m doing this, I’m so preoccupied with it gives me the perfect form of detachment.



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