Review: SebastiAn - TotalReview: SebastiAn - Total - ElectroMode ElectroMode

Review: SebastiAn – TotalReview: SebastiAn – Total

maggio 29, 2011

Il mio rapporto con la Ed Banger è di amore-odio: me ne sono follemente innamorato cinque-sei anni fa, quando lo stile della crew guidata da Pedro Winter s’impose prepotentemente nel panorama un po’ asfittico della musica elettronica, segnando una cesura epocale (probabilmente un tale impatto negli ultimi dieci anni l’ha conseguito solo il movimento electroclash alla soglia del nuovo millennio); ho iniziato a distaccarmene negli ultimi due anni, quando ormai la stagione d’oro della Ed Banger si era esaurita e ha preso piede una strategia – a mio modo di vedere – tendenzialmente commerciale e mainstream, appiattita sulle mode musicali del momento.

Non potrò mai dimenticare la prima volta – sarà stato il 2006 – che ho assistito al dj set di Busy P a L-Ektrica: era un’esplosione di suoni e d’adrenalina, un viaggio musicale mozzafiato. Pochi mesi dopo lo ascoltai allo Studio 80 ad Amsterdam: probabilmente il miglior dj set di cui abbia mai fruito (a quel livello forse solo Kavinsky al Mascotte in Zürich e Lifelike a L-Ektrica). Da lì in poi, nelle molteplici occasioni in cui ho visto ancora all’opera Pedro, è stata perlopiù delusione la sensazione dominante. La peggiore esibizione fu probabilmente all’Ososphère festival a Strasbourg nel 2008: si era ormai consumata l’esperienza innovativa della Ed Banger ed erano già state gettate le basi per i tristi tempi, tuttora in essere, dominati da Crookers e soci.

Eppure, all’interno della stessa kermesse, ci fu chi riuscì a mantenere alto il nome della label parigina: mi sto riferendo all’irriverente Sebastian Akchoté, meglio conosciuto come SebastiAn. Nella stessa sera ebbi testimonianza del fatto che c’era ancora uno spazio dell’universo Ed Banger non inglobato dal processo di normalizzazione e commercializzazione in atto.
I dj set di questo genietto transalpino sono puri distillati di energia, un mix ardito ma efficace di electro e riff infuocati di chitarra, un’esperienza che inevitabilmente travolge lo spettatore; in più, sono arricchiti ogni volta da qualche “chicca” sorprendente – all’Ososphére il brano finale fu Breakfast in America dei Supertramp -.
SebastiAn si è distinto principalmente come remixer; non a caso l’Ed Banger ha licenziato nel 2008 un album-raccolta dei suoi principali remix. Per quanto riguarda le produzioni, aveva concentrato il suo lavoro in qualche EP, lanciando negli anni hit come Ross Ross Ross, Walkman, Momy.

 

Dopo tanta attesa, è giunto il momento di poter testare davvero le sue qualità: domani Total è pronto a invadere il mercato europeo, mentre per il 6 giugno è previsto la pubblicazione negli USA.

Il nome dell’album non sembra casuale: totale è l’approccio di Sebastian, capace di spaziare con disinvoltura tra vari generi, dall’electro al funky, dal soul all’hip hop. Il tutto non coincide però con una semplice somma delle parti: è qualcosa di più, è la maestria del ragazzo di Boulogne nel miscelare questi ingredienti in modo tale che il risultato finale non sia una loro semplice giustapposizione, bensì uno stupefacente amalgama, impreziosito dal marchio di fabbrica dello chef: sonorità “metalliche” e chitarre distorte.

 

Può lasciare qualche dubbio il fatto che l’album sia composto da 22 tracce, di cui la metà sono brevi sketch o “pazzie”; ritengo però che, valutato complessivamente, l’album abbia una sua coerenza e, in tale ordito, questi tagli musicali debbano essere apprezzati come semplici interludi (di quest’ultimi sono particolarmente da segnalare Hudson River, intro in puro stile SebastiAn, Night, ossia i Goblin riletti da SebastiAn, e infine Total, non tanto per la qualità quanto per il tentativo di mettere insieme punk-grunge e drum’n’bass).

Va detto, innanzitutto, che in Total sono presenti tre brani già noti ai fan del “cavaliere oscuro” dell’Ed Banger: se Ross Ross Ross e Motor rimangono sostanzialmente immutate, il re-edit di Doggg (anche il nome è cambiato) purtroppo anestetizza parzialmente l’aggressività del brano originale.

 

Le perle assolute dell’album sono tre: Love in Motion, cantata da Mayer Hawthorne, è accattivante, riesce a far convergere electro, funk e soul e a far incontrare Sebastian e Prince. Del resto, lo stesso Busy P ha detto che, la prima volta che ha sentito questa traccia, gli sono venuti in mente Prince and Sebastian sharing a glass of wine in smoky Parisian basement”; Prime, nel solco della tradizione “banger” con accenti funky, più l’ascolti e più l’apprezzi; Yes è un piccolo capolavoro inclassificabile come genere e proprio per questo spiazzante, qualcosa di assolutamente innovativo nel panorama Ed Banger.

 

 

In ordine di gradimento immediatamente dopo c’è un gruppo di quattro track: Tetra, prodotta in collaborazione con Gaspard Augé, ha un inizio irritante con quella musichetta da videogioco, ma poi sale incredibilmente di tono, diventando un ottimo pezzo electro-banger e dimostrando cosa possa uscire fuori da una collaborazione fra SebastiAn e Justice; Arabest è un electro-funk piacevole e catchy in stile Breakbot; Kindercut è il SebastiAn che conosciamo, suoni acidi e nessun compromesso con il mainstream; in C.T.F.O., il pupillo di Pedro gioca con l’hip-hop, la voce di M.I.A. ipnotizza e il risultato è una traccia brillante e trascinante.

 

Discreti, ma non pienamente convincenti, sono Fried e Jackwire. Un discorso a parte va fatto per Embody: il brano è sicuramente valido, frutto ancora una volta della commistione tra electro e sonorità funky; tuttavia, essendo stato scelto come singolo di debutto, mi sembra meno incisivo dell’altra gemma electro-funk Love in Motion.

 

In definitiva, Total è un’ottima prova, corredata da poche ombre e tante luci. Non è al livello di pietre miliari della storia della musica elettronica francese (e mondiale) come Homework/Discovery dei Daft Punk o Ok Cowboy di Vitalic; tuttavia si pone giusto qualche gradino sotto e probabilmente non è inferiore a Cross dei Justice. Insomma, è un album che segna la storia dell’electro francese perlomeno degli ultimi quattro-cinque anni, uno di quelli da ricordare insieme al già citato Cross, ad Away from the Sea di Yuksek e a Skywriter di DatA (spero di non scordarne alcuni).

Per intenderci, Total è uno di quegli LP da custodire gelosamente in bacheca, da comprare rigorosamente originale.
Tracklist Total
1.       Hudson River
2.       Love in Motion (feat. Mayer Hawthorne)
3.       Tough Games
4.       Embody
5.       Ross Ross Ross
6.       Fried
7.       Kindercut
8.       Water Games
9.       Total
10.    Jackwire
11.    C.T.F.O. (feat. M.I.A.)
12.    Cartoon
13.    Arabest
14.    Prime
15.    Mean Games
16.    Tetra
17.    Motor
18.    Night
19.    Yes
20.    Bird Games
21.    Doggg
22.    Frustra
 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FacebookTwitterTumblrPinterestGoogle+
css.php