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novembre 23, 2011

Da sinistra: colletti a punta mutuati dalle camicie maschili (Antonio Marras); pettorina black & white con colletto tondo (Co-Te); rétro, versione bijou in argento (Delfina Delettrez); da dandy, di cotone con chiusura a forma di bocca in argento smaltato (Delfina Delettrez Holidays); maschile e geometrico il collier in ottone smaltato (Coliac p-e 2011); in pizzo Sangallo con fiocco di raso a contrasto per la maliziosa educanda stile Belle Epoque (Emilio Pucci); candido e pudico per la domestica chic dai sottintesi sadomaso (Louis Vuitton); minipettorina point d’esprit (Rodarte); tondo, da scolaretta il collier all’uncinetto con catene (Bosco Jewels).

 

 

Miuccia Prada – almeno per quella che è la mia labile memoria a breve termine – è stata la prima (Miu Miu p-e 2008 e p-e 2010) e all’epoca già pensavo “che carini, adorabili, graziosi, meravigliosi ……..”; e si potrebbe continuare così per mezzora.

 


Devo ammettere però che per me tutto è davvero iniziato da qui

ovvero dalla scorsa p-e di Carven: i suoi colletti separati alla nascita e trasformati in accessori a sé stanti mi hanno provocato il classico colpo di fulmine, cristallizzato definitivamente dalla successiva scoperta di CO|TE (p-e 2011) e, quindi, di questo

Ora, non dico che non sia mai stato concepito nulla del genere – nel caso specifico, per esempio, a me ricordano le pettorine da clergyman -; sta di fatto che dal momento della completa “rivelazione” ho cominciato a vedere colletti dappertutto, forse perché mi sono sempre piaciuti, persino ai tempi della scuola. E così la mania è deflagrata con l’attuale autunno-inverno e con le innumerevoli declinazioni proposte.
Ma, a dire il vero, non è che poi ci sia molto da meravigliarsi: senza scomodare Rinascimento e gorgiere barocche, basti pensare a Coco Chanel, che se ne servì a partire dagli anni Venti per illuminare la petite robe noire, sdoganando come mise di sofisticata raffinatezza l’abbigliamento di commesse, collegiali e domestiche;
o prima ancora alla diffusione del delizioso colletto tondo da scolaretta – detto alla Claudine dal personaggio creato ai primi del Novecento dalla penna di Colette -,

lo stesso proposto da Marc Jacobs per Louis Vuitton, candido e smerlato indosso ad esempio a Mariacarla Boscono (vedi sopra) o in versione metallica effetto vergine di Norimberga, diventato a quanto sembra il nuovo must have di irriducibili socialite e it girl.

 


 
D’altra parte basta guardare la cameriera Louise di Emanuelle Béart in 8 Femmes (2002) di François Ozon per avere una sintesi cinematografica della fascinazione di cui stiamo parlando:
austera, elegante, sensuale, trait d’union perfetto tra Claudine e Mademoiselle Chanel; lo stesso mood che si ritrova nella castigata mise disegnata da Yves Saint Laurent per Séverine/Catherine Deneuve – sposa repressa dalla doppia vita in Belle de Jour (1967) di Luis Buñuel –
e che ha ispirato l’abito Catherine della capsule collection di Didier Ludot per Petit Bateau (dal 30 novembre in vendita on line e dal 6 dicembre presso alcune selezionate boutique del marchio francese).
Insomma, maschile e a punta o tondo e da educanda, immacolato o decorato, in tessuto o metallico, davantino o detachable, quel che è certo è che non se ne può fare più a meno.
E quindi, per le più entusiaste, terminiamo questo post con un’anticipazione della p-e 2012: ancora Louis Vuitton – in pizzo Sangallo per colli dalle proporzioni considerevoli, decisamente baby in bianco e colori pastello –
e CO-TE con nuove, splendide pettorine essenziali in pelle e cotone spalmato o eccentricamente romantiche in popeline e piume d’oca.
Che dire? Di sicuro We Love Collars!!!
Immagini di sfilata: vogue.it; style.com
Altre immagini: 1) Edita Vilkeviciute è Coco Chanel nel cortometraggio di Karl Lagerfeld Coco 1913 Chanel 1923 (2008), Tumblr; 2) Coco Chanel, Tumblr; 3) La copertina di Claudine à l’École (1900) di Colette nell’edizione Le Livre de Poche; 4) Emanuelle Béart in 8 Femmes (2002) di François Ozon, Tumblr; 5) Catherine Deneuve in Belle de Jour (1967) di Luis Buñuel, Tumblr



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