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Nuovi brand: Pas Vu’Nuovi brand: Pas Vu’

dicembre 19, 2011

Sognare Parigi senza riuscire a staccarsi da Roma; amare la moda ma con un approccio slow decisamente contro corrente; riuscire a condensare tutto in una griffe di borse e accessori atipica quanto basta per incarnarsi in qualcosa di più vicino al laboratorio artigianale che ai brand globalizzati.
Parliamo di Pas Vu’,
delle sue creazioni a metà strada tra fashion zeitgeist e atemporalità e di Patrizia Pecoraro – designer dall’esperienza ventennale – che, insieme all’amica Cristina Carchella, ha dato vita a un progetto (attivo da appena qualche mese) basato, oltre che sulla ricerca stilistica e delle materie prime, su un modus operandi per sua natura incline al concetto di limited edition:
pochissimi pezzi rigorosamente hand made per ciascun modello – tutti, va da sé, diversi l’uno dall’altro – e collezioni in continuo divenire con nuovi innesti nel corso della stagione.
Un metodo all’insegna di libertà espressiva e manualità ma anche d’interazione con la clientela per borse uniche e personalizzabili – sospese tra essenzialità, chic iperfemminile e imprevedibile bizzarria – ma a un costo contenuto (dai 120 ai 380 euro).
Ora, dopo la partecipazione alla Vogue Fashion Night Out romana, Patrizia e Cristina stanno lavorando alla prossima apertura nel quartiere Monti (prevista per il 2012) di quello che definiscono il loro lab-showroom; così alle selezionate boutique della capitale – le sole dove attualmente è possibile acquistare Pas Vu’
si aggiungerà un luogo un po’ fuori dagli schemi, una sorta di “sartoria” della borsa, in cui allacciare – come accadeva negli atelier di un tempo, quando esisteva solo il su misura – un rapporto più diretto col cliente che potrà intervenire su bozzetti, colori e materiali, partecipando all’ideazione del proprio personale esemplare.



2 risposte a “Nuovi brand: Pas Vu’Nuovi brand: Pas Vu’

  1. Marta Långstrump ha detto:

    Ma come mai nessun commento? Queste borse sono favolose! La quarta mi fa letteralmente impazzire! Ma le “materie prime” che tu intendi sono vera pelle, giusto? Chissà se sarebbe possibile averne anche di vegan?! A me è piaciuto molto, quindi il mio commento te lo lascio volentieri!

  2. ElectroMode ha detto:

    Sì si tratta per lo più di pelle; alcune sono anche in tessuto (come la seconda) però le finiture sono sempre in pelle. Per quanto riguarda la variante vegan, potresti provare a domandare; secondo me è fattibile, dopotutto anche questa è una forma di personalizzazione.

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