La Libreria di ElectroModeLa Libreria di ElectroMode - ElectroMode ElectroMode

La Libreria di ElectroModeLa Libreria di ElectroMode

gennaio 18, 2012

 

Con Natale Last Minute 2 eravamo riusciti a parlare solo di alcuni tra i più interessanti coffee-table book dedicati alla fotografia e pubblicati nel 2011. Come avevamo promesso, ecco adesso altri titoli imperdibili, perfetti per la libreria ideale di ElectroMode e, di sicuro, anche per la vostra.

 

 

MAKING IT UP AS WE GO ALONG

Sembra assurdo eppure a novembre Dazed & Confused ha compiuto 20 anni.
Era il 1991 quando Jefferson Hack e Rankin univano le forze per dare vita a un magazine che avrebbe inciso fortemente sull’editoria internazionale.
Carismatico fin dal nome (mutuato dal leggendario pezzo dei Led Zeppelin), anticonformista e irriverente, Dazed & Confused ha scelto di puntare lo sguardo su sottoculture metropolitane e talenti emergenti adoperando come solo e insindacabile metro di giudizio creatività e capacità innovativa. Artisti, musicisti, designer, registi, fotografi prima sconosciuti hanno così avuto il loro trampolino di lancio, contribuendo al contempo a rendere la rivista un’autentica bibbia dello stile e delle arti, anticipatrice di tendenze e scopritrice di fenomeni.
In occasione del ventennale, Dazed & Confused è stata festeggiata con una mostra alla Somerset House di Londra (ancora visitabile fino al 29 gennaio) e con Making It Up As We Go Along, notevole volume celebrativo; vero concentrato in oltre 300 pagine di tutte le cose più incredibili che si sono succedute nell’arco di 20 anni.
Copertine, servizi, interviste con nomi pazzeschi di volta in volta posti sotto la lente d’ingrandimento o cooptati tra i collaboratori (altro tratto distintivo questo che ha contribuito a creare l’inimitabile fisionomia della rivista): da David Bowie a Björk, da Harmony Corine a David Lynch, da Alexander McQueen a Jake & Dinos Chapman, da Damien Hirst a Sam Taylor-Wood, da Kate Moss a Sofia Coppola, da Karlheinz Stockhausen a Thom Yorke, da Vivienne Westwood a Gareth Pugh, oltre a fotografi come Rankin (ovviamente), Nick Knight, David Sims o Terry Richardson e stylist, come Katie Grand, Katy England, Alister Mackie o Nicola Formichetti.

Dazed & Confused – Making It Up As We Go Along
di Jefferson Hack e Jo-Ann Furniss
Prefazione di Ingrid Sischy
Lingua: inglese
Rizzoli New York
www.rizzoliusa.com
336 pagine
450 foto a colori
45,50 €


DEBORAH TURBEVILLE: THE FASHION 
PICTURES

Poetiche, le immagini di Deborah Turbeville sembrano fluire da un altro mondo: una dimensione onirica e languida, di cui vengono concessi istanti cristallizzati.
Davanti ai nostri occhi frammenti immersi nella nebbiolina dell’effetto flou appaiono come una deviazione dalle coordinate spazio-tempo, tanto misteriosa quanto romanzesca e cinematografica.
Pezzi di strane storie o meglio secondo l’autrice “fotogrammi di un film che non hai visto ma avresti voluto vedere”. Un film in parte racchiuso nel volume monografico The Fashion Pictures, il primo dedicato a questa specifica produzione della fotografa americana.
Che poi parlare di moda è anche un po’ improprio; la moda per quanto alla base della formazione di Turbeville – indossatrice e assistente di Claire McCardell prima, fashion editor per Harper’s Bazaar e Mademoiselle poi – è solo uno dei tanti mezzi espressivi utilizzati; non a caso nella sua prefazione Franca Sozzani afferma che le foto della Turbeville in realtà non riguardano la moda.
E forse basta osservare la celeberrima serie Bath House (Vogue Usa, 1975) o Woman in the Woods (Vogue Italia, 1977) o ancora Glass House (Façade, 1978) per rendersene conto oppure scorrere questa sorta di personale scrapbook in cui consiste The Fashion Pictures. Uno degli aspetti più interessanti del libro sta proprio nell’ampio quadro di riferimenti e ispirazioni – artisti, scrittori o registi come nel caso di Visconti e Cocteau, Bellmer o Fassbinder per Venus in Furs (Vogue Italia, 1980) – che, insieme alle osservazioni sulle tecniche adoperate e alla storia dell’evoluzione stilistica, consentono una più vera comprensione dell’artista, dei suoi scatti e del processo creativo. Al di là del piacere “epidermico” delle sue immagini indimenticabili.


Deborah Turbeville: The Fashion Pictures
di Deborah Turbeville
Prefazione di Franca Sozzani
Lingua: inglese
Rizzoli New York
www.rizzoliusa.com
304 pagine
300 foto a colori e in bianco e nero
77 €

MARISA BERENSON. A LIFE IN PICTURES

Modella tra le più straordinarie di tutti i tempi e it girl per antonomasia. Nipote (dal lato materno) di Elsa Schiaparelli e del celebre storico d’arte Bernard Berenson. Frequentatrice dello Studio 54 e amica di gente come Andy Warhol, Halston, Liza Minelli, Salvador Dalì o Truman Capote.
Marisa Berenson domina da 40 anni l’immaginario collettivo con grazia estrema e senza cedimento alcuno; moderna figura mitologica dotata di un mix di bellezza fuori dal comune, eleganza innata e fascino inestinguibile.
E come potrebbe essere diversamente per un’icona che, a partire dall’età di 16 anni, ha imperversato sulle più importanti riviste, ritratta da fotografi del calibro di David Bailey e Irving Penn, Helmut Newton e Richard Avedon, Hiro e Norman Parkinson, Robert Mapplethorpe e Steven Meisel (indimenticabile tra i tanti lo scatto di Henry Clarke che la raffigura in versione hippy chic con alle spalle la cupola azzurra di una moschea).
Un’icona consacrata definitivamente dal cinema con un esordio firmato Luchino Visconti – è la moglie di Dirk Bogarde in Morte a Venezia -, a cui faranno seguito Cabaretdi Bob Fosse e soprattutto Barry Lyndon, capolavoro di Stanley Kubrick. Bellissima e malinconica sulle note struggenti di Schubert, Lady Lyndon diventerà uno dei personaggi totem per i malati della settima arte.
Adesso, per coloro che continuano a essere sedotti dallo charme e dalla vita unica di Marisa Berenson – di recente al curriculum si è aggiunta anche la partecipazione all’intenso Io Sono l’Amore di Luca Guadagnino – ecco da Rizzoli New York A Life in Pictures; uno splendido volume a cura di Steven Meisel che raccoglie oltre 300 immagini – dalle copertine ai servizi, dai fotogrammi fino a scatti più intimi – che, insieme all’introduzione di Hamish Bowles e a una conversazione tra Marisa e Diane Von Furstenberg, tratteggiano una notevole biografia visiva che è al tempo stesso un pezzo di storia della moda, del costume e del cinema.


Marisa Berenson. A Life in Pictures
di Marisa Berenson
a cura di Steven Meisel
Prefazione di Hamish Bowles
All’interno conversazione con Diane Von Furstenberg
Lingua: inglese
Rizzoli New York
www.rizzoliusa.com
240 pagine
300 foto a colori
49 €

POLAROIDS – HELMUT NEWTON

Chi ha vissuto solo l’epoca del digitale non può capire.
In tempi in cui bisognava aspettare anche qualche giorno, l’ebbrezza di avere tra le mani una foto subito e la sensazione nel vedere comparire l’immagine dal nulla sono indescrivibili.

Ah….. Polaroid, sono tanti gli orfani dei tuoi colori alterati.

Per quelli che sono riusciti a spingersi al di là dei reportage familiari e soprattutto per gli appassionati di Helmut Newton, ecco il libro da avere, intitolato semplicemente Polaroids.

Ma facciamo un passo indietro.

Ben prima che ci baloccassimo con le macchine pieghevoli e fino a pochi anni fa, la Polaroid è stata uno strumento di lavoro fondamentale per molti grandi fotografi, in particolare per quelli di moda. Serviva da anteprima dello scatto, per avere un’idea dell’impatto di una determinata situazione, per controllare le luci e la composizione. Insomma era un mezzo per poter apportare tutte le modifiche necessarie fino a giungere alla perfezione definitiva.
Helmut Newton, entusiasta della tecnologia fin dagli anni Settanta, ne è stato un grande estimatore; così come testimoniato dalla pubblicazione nel 1992 del controverso volume Pola Woman e dall’instancabile lavoro di conservazione dei Polaroid test nel corso degli anni.
Un archivio a dir poco prezioso finalmente visibile grazie a Polaroids, mostra di oltre 300 scatti in scena alla Helmut Newton Foundation di Berlino (fino al 12 maggio), nonché omonimo libro dato alle stampe da Taschen. La casa editrice tedesca – a Sumo, A Gun for Hire e Works – aggiunge così un nuovo titolo “newtoniano” che è ben più di un semplice catalogo di accompagnamento.
Polaroids, curato da June Newton (aka Alice Springs), è infatti una full immersion nel mondo di Newton da un punto di vista del tutto particolare: se da un lato costituisce un elemento di analisi del processo creativo di molte famose immagini, dall’altro è di per sé un’opera compiuta e affascinante proprio grazie all’imperfezione, alla spontaneità, all’estetica Polaroid unica e irripetibile.


Polaroids – Helmut Newton
di Helmut Newton
Lingua: italiano, portoghese, spagnolo
Taschen
www.taschen.com
224 pagine
39,99 €

© Forever Young by Jacques Olivar, Just Like a Woman, Los Angeles 2005, published by teNeues, www.teneues.com. Photo © 2011 Jacques Olivar. All rights reserved. www.jacquesolivar.com

 

FOREVER YOUNG
Infanzia e adolescenza avventurose in luoghi che lasciano il segno come Casablanca e Tangeri; a Parigi artista di strada prima (le ascendenze gipsy si fanno sentire), carriera fotografica poi. E dopo aver vinto tanti premi ed essersi affermato nel settore pubblicitario, a 46 anni (nel 1987) ingresso ufficiale nella moda che non lo ha più lasciato andar via.
Un’esistenza intensa e anomala, che di per sé sarebbe il soggetto perfetto per un romanzo o un film. Si dà il caso che sia anche la biografia di Jacques Olivar e un po’ ti spieghi come mai alcune persone abbiano un talento speciale per creare immagini.
Un talento che nel caso in questione si traduce in scatti dal carattere cinematografico, distillato fashion di massicce visioni hitchcockiane; tra tutte quella di The Man Who Knew Too Much, girato non a caso a Marrakech.

 

© Forever Young by Jacques Olivar, After Hours, Montana 2007, published by teNeues, www.teneues.com. Photo © 2011 Jacques Olivar. All rights reserved. www.jacquesolivar.com

Se a ciò si sommano un vissuto eccitante e cosmopolita – il marocchino melting pot anni Cinquanta fatto di traffici loschi, belle prostitute e visionari scrittori occidentali – e la predilezione viscerale per autori come Kerouac, Steinbeck, Dos Passos, Garcia Lorca, Ginsberg o Leary – “senza di loro” ammette Olivar “non avrei mai fatto foto, almeno non nel modo in cui le ho fatte” – il risultato è quello che abbiamo davanti sfogliando Forever Young.

 

© Forever Young by Jacques Olivar, Desolation Angel, Cape Town 2004, published by teNeues, www.teneues.com. Photo © 2011 Jacques Olivar. All rights reserved. www.jacquesolivar.com

Ovvero scatti di donne bellissime ed enigmatiche, spesso on the road e in situazioni sospese e fugaci (cabine telefoniche o stazioni di servizio, tetti di grattacieli o accanto a roulotte, appoggiate a una macchina o in attesa di qualcosa o qualcuno). Scatti patinati, pervasi da una luce ora livida ora sabbiosa e desertica, che congela il tutto in un altrove cinematografico, marchiato inconfondibilmente dal tocco di Jacques Olivar.

 

© Forever Young by Jacques Olivar, Out of the Blue, Nevada 2005, published by teNeues, www.teneues.com. Photo © 2011 Jacques Olivar. All rights reserved. www.jacquesolivar.com

 

Forever Young
di Jacques Olivar
Lingua: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo
teNeues
www.teneues.com
128 pagine
67 foto a colori
59,90 €

LINDA MCCARTNEY: LIFE IN PHOTOGRAPHS

Ed ecco la manna dal cielo per i patiti di rock (quello vero) e fotografia.

Jimi Hendrix, The Who, Janis Joplin, Grateful Dead, The Doors, Bob Dylan, Simon & Garfunkel, Grace Slick, Nico, Frank Zappa, John Lennon, Neil Young, Tim Buckley, Aretha Franklin sono solo alcuni dei nomi memorabili immortalati dall’occhio sensibile e vero di Linda Eastman McCartney.
Se aggiungiamo gli Stones col famoso servizio del 1966 all’origine della fortunata carriera fotografica, il ritratto di Eric Clapton che finì – prima volta per una donna – sulla copertina del magazine Rolling Stone e ovviamente le tante immagini dei Beatles avremo una buona parte ma solo una parte di Life in Photographs. Volume, edito dalla Taschen, davvero straordinario per formato e contenuto.
Non bastassero infatti rockstar e artisti (De Kooning o Gilbert and George) – colti sempre in modo spontaneo e fresco -, il libro contiene tante delicate e toccanti immagini di vita familiare. Il fatto poi che i membri della famiglia siano personaggi altrettanto famosi – ovviamente Paul McCartney ma anche le figlie Stella e Mary – rende forse tutto più curioso ma non è l’elemento principale di questi scatti bellissimi.
Attraverso le foto – disposte cronologicamente e selezionate tra oltre 200.000 da Paul e figli – scorriamo così il documento di un’epoca ma anche e soprattutto un diario personale in cui riesce a essere magicamente condensata un’intera esistenza, intensissima e ricca di tanta passione.


Linda McCartney: Life in Photographs
di Linda McCartney, Annie Leibovitz e Martin Harrison
a cura di Alison Castle
lingua: inglese, francese, tedesco
Taschen
www.taschen.com
280 pagine
49,99 €

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4 risposte a “La Libreria di ElectroModeLa Libreria di ElectroMode

  1. Non ci posso credere! Sono appena tornato da un giro in centro e mi sono sfogliato il libro di Marisa Berenson, è bellissimo. Ovviamente dico questo perché il mese scorso ho letto la sua autobiografia, quindi sapevo già il significato di gran parte delle foto. è stato divertente trovare un riscontro fotografico con le parole lette e immaginate e poi, è davvero bella, un’espressività unica

  2. ElectroMode ha detto:

    Nel caso di Marisa Berenson sono molto di parte. L’adoro!!! Un po’ di tempo fa ho visto un documentario/intervista della Rai fantastico. A parte la bellezza e la vita romanzesca, dal modo in cui racconta la sua storia e si rivolge all’intervistatore – con una grazia e una signorilità incredibili che penso le vengano anche da una forte spiritualità – capisci che è una persona speciale

  3. ElectroMode ha detto:

    Figurati, il bello di avere un blog è proprio poter interagire e condividere con persone che hanno i tuoi interessi. Comunque devo comprare anch’io questa autobiografia, mi hai fatto venire voglia.

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