Tim Walker: A Story TellerTim Walker: A Story Teller - ElectroMode ElectroMode

Tim Walker: A Story TellerTim Walker: A Story Teller

dicembre 14, 2012

Il primo impatto con Tim Walker risale al 1999. Un servizio per W Magazine mai rivisto in seguito, di cui ricordo il bianco e nero, una spiaggia, un cavallo e un’atmosfera languida e ipnotica che mi ha catturato e non mi ha più lasciato andar via.
Successivamente, quando mi sono imbattuta in immagini quasi strazianti per la loro bellezza, c’era sempre di mezzo qualche serra in disarmo, luci lattiginose, creature eteree e surreali e alla fine scoprivo che era opera sua.
Così è iniziato il mio amore per Tim. Sarà perché ho continuo bisogno di storie (sono una droga per me) o perché lui è l’autentico Story Teller della fotografia ma il tempo passa e la mia devozione non conosce cedimenti.
Se allora vi sembra strano che questo sia il primo post sull’argomento, il paradosso è che le cose che appassionano sono quelle di cui si ha più timore.
Questa volta però non mi tiro indietro; Tim lo vuole e la Somerset House anche.
In questo edificio neoclassico tra lo Strand e il Tamigi – sede di esposizioni, concerti, film e dal 2009 della London Fashion Week – non si sono certo risparmiati.
 
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth

 

La mostra Tim Walker: A Story Teller – realizzata col sostegno di Mulberry – è infatti una full immersion nei lavori degli ultimi anni, documentati con oltre 175 immagini scattate per i vari Vogue, Vanity Fair, W o The New Yorker ma soprattutto con alcuni dei giganteschi allestimenti, consustanziali al mondo visionario, folle, ironico e pericolosamente sull’orlo del kitsch di TW: bambolotti meccanici, scheletri, cigni, insetti musicisti e persino un “povero” Spitfire abbattuto in missione.

 

Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
Lily Donaldson and Blue Spitfire – Glemham Hall, Suffolk – 2009 – © Tim Walker

Insomma, il paradiso degli scenografi. Il che chiarisce – a chi non lo sapesse – quanto ciò che appare in foto non sia frutto di postproduzioni e ritocchi ma vero, esattamente come la pellicola su cui vengono impressi i deliri fiabeschi dalle sfumature impossibili in digitale.
In realtà, che Tim Walker avrebbe preso una piega molto poco mainstream era intuibile fin dagli esordi. Forse addirittura dall’epoca in cui era stagista all’archivio Cecil Beaton della Condé Nast Library. 
Poi la laurea all’Exeter College of Art nel 1994 e la fondamentale esperienza di assistente full time per Richard Avedon.
Tornato in Inghilterra lo aspettano ritratti e scatti documentaristici, ma a 25 anni firma il primo servizio per Vogue legando il proprio destino alla fotografia di moda e alle sue infinite possibilità.
Le riviste prestigiose impazziscono per le sue immagini decadenti e romantiche; per quella quintessenza british che associa antiche dimore nobiliari in struggente declino con delicatezze d’altri tempi e stravaganze degne dell’eccentricità e del proverbiale humour inglese.
Nel 2008 riceve dal British Fashion Council l’Isabella Blow Award for Fashion Creators e il Design Museum di Londra gli dedica la prima mostra importante. Contemporaneamente teNeues pubblica Pictures, sintesi di 12 anni di attività.  
Nel 2010 le mosse di avvicinamento alla settima arte si sostanziano nel corto The Lost Explorer tratto dal racconto di Patrick McGrath.

Sarà la crescente passione per il cinema – al momento tra gli obiettivi c’è la realizzazione di un film -, ma nei lavori recenti si avverte una svolta “sobria”, per quanto possibile, e fortemente dark. I set diventano più “semplici”, le trame più cupe e “gotiche”, mentre coi famosi tabletop portraits (idea geniale un po’ come i ritratti nell’angolo di Irving Penn) grande rilevanza assumono espressività e costumi.


Karlie Kloss in gold feathers – Shoreditch, London – 2010 – © Tim Walker

Xiao Wen & Liu Wen as samurai nuns – New York – 2011 – © Tim Walker

Tilda Swinton and aviator goggles – Reykjavik, Iceland – 2011 – © Tim Walker

Alexander McQueen with skull and cigarettes – Clerkenwell, London – 2009 – © Tim Walker

 

A ogni modo, vertigine estatica e insana aspirazione a rifugiarsi nelle sue foto persistono. Niente gatti in technicolor, collane di perle smisurate o abiti illuminati a mo’ di lanterna? Per fortuna non cambia molto con soldatini, aerei di pane bambole grottesche.
 

Malgosia Bela & five guardsmen – Glemham Hall, Suffolk – 2009 – © Tim Walker

Rollo Hesketh-Harvey & his baguette biplane – Eglingham Hall, Northumberland – 2009 – © Tim Walker

Giant doll kicks Lindsey Wixson – Eglingham Hall, Northumberland – 2011 – © Tim Walker

 

Basta fare un giro alla Somerset House fino al 27 gennaio per rendersene conto. Stella Tennant nel giardino di rododendri – in una sorta di versione bizzarra di Boldini -, Olga Shearer tra colonne, cavalli e cigni color pastello, Karlie Kloss alle prese con Humpty Dumpty o Kinga Rajzak che plana con un disco volante su una caccia alla volpe, sono perfette incarnazioni dei mondi perduti e incantati di Tim Walker.

 

Stella Tennat and pink powder cloud – Eglingham Hall, Northumberland – 2007 – © Tim Walker

Olga Shearer on blue horse – Sennowe Park, Norfolk – 2007 – © Tim Walker

Karlie Kloss and broken Humpty Dumpty – Rye, East Sussex – 2010 – © Tim Walker

Kinga Rajzak in flying saucer with members of the West Percy Hunt – Eglingham Hall, Northumberland – 2009 – © Tim Walker

 

Onirico, fiabesco, ironico, Walker è come Andersen, Lewis Carroll o i fratelli Grimm messi insieme con in più un pizzico di Tim Burton e di stile aristocratico alla Downton Abbey. Un sognatore nostalgico che crede nella fantasia sfrenata, nell’innocenza e nella capacità di meravigliarsi. Uno Story Teller pronto a sfogliare il libro e a raccontare una favola; la mia inizia così: in una stanza enorme – un tempo sontuosa e ora stipata di vecchi arredi impolverati – c’è una ragazza-pavone appollaiata su una cristalliera. Non la noti subito, perché la prima cosa che percepisci è il caos. Ma poi la vedi e un vortice ti risucchia. Un universo ti si apre davanti e non desideri nient’altro che immergerti in esso.    

 

Non me ne voglia Tim, ma voi sapete che cosa c’è in ballo. Il contest di Grazia.it continua fino a data da definirsi, nel frattempo cliccate quiiiiiiiiii per votare ElectroMode . Anche Tim lo vuole 😉  

The first impact with Tim Walker dated back to 1999. We’re talking about a fashion story for W Magazine never seen again: I remember the black and white, a beach, an horse and a languid and hypnotic atmosphere. An atmosphere that has captured me forever.

Afterwards, when I bumped into almost heartbreaking pictures by reason of their beauty, there was some greenhouse out of commission, milky lights, ethereal and surreal creatures and at the end I discovered that it was of his doing.
So my love for Tim has begun.
If you find strange that this is the first post about the topic, the paradox is that we are frightened of our passions.
But this time I don’t balk; Tim wants it and the Somerset House as well.
In this neoclassical building between the Strand and the River Thames – seat of expositions, concerts and from 2009 of the London Fashion week – they aren’t unsparing.
 
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth

 

The exhibit Tim Walker: A Story Teller – realized with the support of Mulberry – is a full immersion in the works of the last years, documented with over 175 images shot for various editions of Vogue, Vanity Fair, W or The New Yorker but above all with some of the giant props, consubstantial to the TW’s visionary, crazy, ironic world dangerously on the verge of kitsch: mechanical puppets, skeletons, swans, insects musicians and even a “poor” Spitfire.

 

Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
 
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
 
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
 
Tim Walker: A Story Teller – Somerset House, London – ph. James Stopforth
Lily Donaldson and Blue Spitfire – Glemham Hall, Suffolk – 2009 –© Tim Walker

In sum the paradise of the set designers. So, what appears in the photos, isn’t fruit of postproduction and retouches but real, like the film on which the fairy deliriums are impressed.

In reality, since the beginnings it has been deducible that Tim won’t have taken a mainstream turn. Maybe even since the period of the Cecil Beaton Archive at Condé Nast Library. Then the graduation at the Exeter College of Art in 1994 and the fundamental experience as full time assistant to Richard Avedon.
On returning to England he devoted himself to portraits and documentary work, but at 25 signed his first fashion story for Vogue binding his own destiny to fashion photography and its infinite possibilities.
The prestigious magazines went crazy about his decadent and romantic pictures; about the British quintessence that matches ancient mansion houses in melting decline with retro refinements and extravagances worthy of the English eccentricity and humour.
In 2008 he received the Isabella Blow Award for Fashion Creators from the British Fashion Council and the Design Museum in London dedicated to him the first major exhibition. At the same time teNeues published Pictures, recap of 12 years of activity.
In 2010 he went near cinematography with the short film The Lost Explorer, made out of Patrick McGrath’s short story.

It will be the increasing passion for cinema but in the recent works there has been a “sober” , as much as possible, and dark turn. The sets have become more “simple”, the plots more gothic, whereas characterization and costumes have gained relevance in the famous tabletop portraits.

 

Karlie Kloss in gold feathers – Shoreditch, London – 2010 –© Tim Walker
 

Xiao Wen & Liu Wen as samurai nuns – New York – 2011 -© Tim Walker

Tilda Swinton and aviator goggles – Reykjavik, Iceland – 2011 -© Tim Walker

Alexander McQueen with skull and cigarettes – Clerkenwell, London – 2009 -© Tim Walker

 

However, the insane aspiration to take refuge to his shots persists. No technicolor cats, no necklaces of immense pearls or dresses lighted as lanterns? Fortunately, the things don’t change with toy soldiers, bread planes and grotesque dolls.

Malgosia Bela & five guardsmen – Glemham Hall, Suffolk – 2009 -© Tim Walker

Rollo Hesketh-Harvey & his baguette biplane – Eglingham Hall, Northumberland – 2009 -© Tim Walker

Giant doll kicks Lindsey Wixson – Eglingham Hall, Northumberland – 2011 -© Tim Walker

All you have to do is doing a tour at the Somerset House until the 27th of January to become aware of it. Stella Tennant in a rhododendrons garden – like a whimsical version of Boldini -, Olga Shearer among pastel color columns, horses and swans, Karlie Kloss and Humpty Dumpty or Kinga Rajzak who glides with a flying saucer on a fox hunt, are perfect embodiments of the lost and enchanted Tim Walker’s worlds.
 
Stella Tennat and pink powder cloud – Eglingham Hall, Northumberland – 2007 –© Tim Walker
 
Olga Shearer on blue horse – Sennowe Park, Norfolk – 2007 –© Tim Walker
Karlie Kloss and broken Humpty Dumpty – Rye, East Sussex – 2010 –© Tim Walker

Kinga Rajzak in flying saucer with members of the West Percy Hunt – Eglingham Hall, Northumberland – 2009 -© Tim Walker

 
Dreamlike, fairy, ironic, Walker is like Andersen, Lewis Carroll and the Brothers Grimm got together with a bit of Tim Burton and aristocratic style in Downton Abbey way.
A nostalgic dreamer who believes in the unbridled fantasy, in the innocence and in the sense of wonderment. A Story Teller ready to leaf through the book and tell a fairytale; my fairytale begins in this way: in a huge room – one time sumptuous and now crammed into old dusty furnitures – there is a girl-peacock perched on a china cabinet. You don’t notice her immediately, because the first thing you perceive is the chaos. But after you see her and a whirlwind sucks you. A universe opens in front of you and your alone desire is to submerge yourself in it.
 
 



12 risposte a “Tim Walker: A Story TellerTim Walker: A Story Teller

  1. anna ha detto:

    Grandiosa anche tu che ci fai conoscere e condividi con così tanto amore e passione le tue conoscenze! Anche i tuoi post mi risucchiano e li leggo trattenendo il fiato fino all'ultima parola! Un abbraccio, tua affezionata anna; www.letourbillondelavie.com

  2. Agnese P. ha detto:

    Non posso più fare a meno del vostro blog! ^_^ Bellissimo post. Ora mi andrò a spulciare mille siti su Tim Walker. 🙂 Grazie!

    • ElectroMode ha detto:

      Wow, Agnese, questa dichiarazione ci entusiasma moltissimo. Anche noi non possiamo fare a meno di follower così. Grazie mille; ti consiglio di spulciare tutti i siti che puoi su Tim Walker – a cominciare dal suo – perché ne vale assolutamente la pena. Sulla sidebar trovi una foto che ti connette alla nostra pagina Pinterest dedicata a Tim; lì ci sono molte sue foto 😉

  3. Ciao mi sono appena imbattuta nel tuo blog! Bello, interessante e originale. Mi fa piacere se mi fai sapere cosa ne pensi del mio. Grazie…kiss kiss

  4. martina caruso ha detto:

    CIAO CARA… Sono appena arrivata nel tuo BLOG, davvero bellooo Ne sarei davvero felice se ti andrebbe di seguirci a vicenda…

  5. Valeria ha detto:

    Davvero bellissimi i suoi lavori ed unico il modo in cui ce lo hai raccontato…ti abbraccio. www.rockandfrock.com

  6. Io rimango sempre estasiato dai suoi servizi perché mi divertono, riescono a trasmetterti davvero qualcosa è uno story teller a tutti gli effetti. Certamente le sue foto sono studiate e immagino che per fare un set ci voglia anche un bel po' di tempo. In alcuni scatti da te proposti la scelta cromatica mi ha ricordato anche fotografi più popo come Miles Aldridge e David La Chapelle! 😉

    • ElectroMode ha detto:

      Alessandro che ti devo dire, io lo adoro in tutte le sue manifestazioni. Sarà che sono una sognatrice, che ho bisogno di storie che siano film, romanzi o foto, ma l'adoro; e adoro la sua immaginazione fiammeggiante e il suo essere rimasto un po' bambino. Queste foto penso richiedano davvero un bel po' di tempo per essere preparate; penso che gli scenografi siano i suoi collaboratori numero 1.

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