Paris Haute Couture - Fall-Winter 2013-14Paris Haute Couture - Fall-Winter 2013-14 - ElectroMode ElectroMode

Paris Haute Couture – Fall-Winter 2013-14Paris Haute Couture – Fall-Winter 2013-14

luglio 24, 2013

È trascorso un po’ di tempo, ma avevo bisogno di quattro giorni di vacanza. A ogni modo, dopo la Valentinomania non avrei l’anima in pace se saltassi a piè pari tutto il resto. Ancora sono ossessionata dal report interruptus sul pret-à-porter – ma sto per recuperare, sapevatelo -, non potevo aggiungere un nuovo tassello al mio campionario di sensi di colpa.

Tutta questa psycho introduzione per finire il discorso sull’autunno-inverno 2013-14 della Paris Haute Couture.

CHRISTIAN DIOR

Quasi che su Facebook l’ultima moda sia diventata distruggere Raf Simons, dopo la sfilata di Dior erano tanti i commenti sconsolati sulla morte della couture. Ovviamente niente di così tragico. Solo un approccio diverso, più essenziale e aderente alla contemporaneità lì dove ci si aspetterebbero i fuochi artificiali. L’ispirazione viene dall’influenza di Europa, America, Asia e Africa sull’universo Dior.

Alighiero Boetti – Mappa – Pinterest

 

Alcuni capi molto chic in tweed e pied de poule grigio simboleggiano la Francia, i soprabiti dal taglio pulito e i foulard sportivi l’America, il tessuto lavorato a punte, le stratificazioni e i colli a kimono il Giappone mentre i drappeggi e i decori tribali i Masai.

 

Tra i particolari: i bottoni a pressione, le righe e le trasparenze. Capi cult: l’abito lungo con le stelle ricamate, quello nero con pannelli geometrici e i due visoni (il rosso che lascia le spalle scoperte e quello a righe).

GIAMBATTISTA VALLI

Eteree e flessuose creature di porcellana quelle di Giambattista Valli. La collezione divisa in quattro parti è infatti ispirata ad alcune preziose porcellane di origine settecentesca: Capodimonte,

Wedgwood, Sèvres e Meissen rielaborate in silhouette per lo più corte, ad anfora o a tutù.

Edouard Garnier – Studies of Sèvres Porcelain (1892) – Tumblr

Josiah Wedgwood – Vasi (ca. 1780-1800) – Tumblr

Su tutto un tripudio di fiori di ogni genere (3D o ricamati), di panneggi scultorei, di cristalli e di pizzo.

La sera è in lungo riletto attraverso doppie gonne, asimmetrie, un accenno di color block e linee a sirena.

Cinture e tiare in bronzo dell’ormai leggendario Luigi Scialanga.

Capi cult: gli abiti Meissen con fiorellini colorati e il Capodimonte candido con mega fiocco laterale.

 

 

 

 

CHANEL

Da Chanel il futuro si mischia col passato in un teatro fatiscente che si apre sullo scenario di una città quasi fantascientifica. Il punto di partenza è il cinema e Fritz Lang, anche se le acconciature ricordano la Rachel diBlade Runnere i cappelli Grace Jones.

Fritz Lang – Metropolis (1927) – Pinterest + Polaroid di Sean Young (Rachel) sul set di Blade Runner (1982) – Tumblr

Tutti i classici della maison Chanel e di Lagerfeld ci sono ma reinterpretati con notevole profusione di cinturoni, cuissarde in camoscio, paillette, specchietti e bagliori metallici ma soprattutto con lavorazioni che creano effetti tridimensionali straordinari.

Molto belle le gonne doppie e quelle gonfie e spumeggianti.

Capi cult: l’abito mosaico, quello con gonna a specchio, quello ricoperto di petali di stoffa e gli anelli multipli.

 

 

 

ARMANI PRIVÉ

Sorprendente la collezione Armani Privé. Terribilmente soft, delicata e immersa in un color nude di evanescente perfezione. Il mood anni Trenta garantisce un’eleganza assoluta, morbida e sinuosa ma priva di sdolcinatezze, in cui finalmente gli stilemi della maison appaiono pieni di vita e di splendore. Satin, chiffon, pizzo, cristalli, organza, hollywoodiane piume di struzzo e soprattutto crinolina in nastri delineano un susseguirsi in crescendo di tailleur, completi pantalone e abiti da sera d’incredibile bellezza. Tutto nude, tutto senza mostrare alcunché.

Fred Astaire e Ginger Rogers – Top Hat (1935) – Tumblr

Capi cult: l’abito nero con pantaloni chiari, quello da sera a balze e il completo cipria con gonna di raso e pelliccia di piume.

E ANCORA

Maison Martin Margiela mi piace in versione haute couture. E anche questa volta non ha deluso con le sue rielaborazioni di capi vintage. Tende anni Venti, vestiti di scena anni Trenta e latex nascono a nuova vita. Capi cult: gli abiti-giacca coi fiori e quello a vestaglia interamente ricamato.

Con Iris Van Herpen come sempre si entra in un altro mondo in cui il futuro di abiti in latex e microfibra tagliata a laser si fonde con forme organiche prese in prestito da insetti e animali osservati al microscopio. Capi cult: l’abito lungo argento con collo montante, quello con le frange impazzite e quello che sembra fatto di uccelli impagliati.

Viktor & Rolf per festeggiare i 20 anni della maison tornano all’haute couture con 20 look molto concettuali e rigorosamente in nero, caratterizzati da maxi zip e imbottiture ergonomiche. Coupe de théâtre finale, gli outfit messi insieme formano un giardino zen.

 

Capi cult: l’abito con cappa stratificata e quello asimmetrico.

Immagini sfilata via Vogue.com e Vogue.fr

I’ve needed four days’ holiday.

But, after the Valentinomania I couldn’t pass over the rest. Therefore here is the report of the Paris Haute Couture fall-winter 2013-14.

CHRISTIAN DIOR

After the Dior fashion show there were on Facebook many disconsolate comments about the death of the couture. Obviously nothing so tragic. It’s just a matter of a different approach, more essential and faithful to the reality. The inspiration comes from the influence of Europe, America, Asia and Africa on Dior universe.

Alighiero Boetti – Mappa – Pinterest

Some very chic tweed and pied de poule items symbolize France, the sharp coats and the sport scarves America, the point fabric, the layers and the kimono necks Japan while the drapes and the tribal decorations the Masai.


Among the details: the snaps, the stripes and the transparencies. Cult items: the long dress with embroidered stars, that one black with geometrical layers and the two minks. 
GIAMBATTISTA VALLI

Giambattista Valli gives life to ethereal and graceful porcelain’s creatures. The collection – divided in four parts – is inspired by some precious eighteenth-century chinas: Capodimonte, Wedgwood, Sèvres and Meissen become short amphora and tutu silhouettes.

Wedgwood, Sèvres and Meissen become short amphora and tutu silhouettes.

Josiah Wedgwood – Vases (1780-1800) – Tumblr

Edouard Garnier – Studies of Sèvres Porcelain (1892) – Tumblr

There is a triumph of flowers (3D or embroidered), sculpted draperies, crystals and lace. The evening gowns are long, characterized by double skirts, asymmetries, color blocks and siren style.
Bronze belts and tiaras made by the legendary Luigi Scialanga
Cult items: the Meissen dresses with colored small flowers and the snow white Capodimonte dress with the big side bow.      

 

 

 

CHANEL

At Chanel fashion show the future mingles with the past in a crumbling theatre. The starting point is the Fritz Lang’s cinema, even though the hairstyles remind Rachel of Blade Runner and the hats Grace Jones.

Fritz Lang – Metropolis (1927) – Pinterest + Sean Young, Polaroid – Blade Runner (1982) – Tumblr

There are all the maison Chanel and Lagerfeld’s classics but they are reinterpreted with remarkable profusion of big belts, suede cuissardes, sequins, mirror’s fragments and metal glares but above all with makings that create extraordinary tridimensional effects.
The double skirts and those ones foaming are very beautiful.
Cult items: the mosaic dress, that one with the mirror skirt, that one covered by fabric’s petals and multiple rings.  

 

 

 

ARMANI PRIVÉ

The Armani Privé collection is amazing; terribly soft, fine and nude. The Thirties mood assures an absolute and sinuous elegance but free from treacles; the maison’s characteristics seem full of life and magnificence. Satin, chiffon, lace, crystals, organza, Hollywood ostrich-feathers and above all crinoline ribbons sketch a sequence of suits, pants suits and unbelievably beautiful evening gowns.

Fred Astaire and Ginger Rogers – Top Hat (1935) – Tumblr

Cult items: the black dress with light pants, the evening gown with frills and the face powder suit with satin skirt and feathers’ fur.

AND ALSO
I like Maison Martin Margiela in couture version. And also this time it hasn’t disappointed with its customizations of vintage items. Twenties curtains, Thirties stage costumes and latex reborn. Cult items: the jacket-dresses with flowers and the embroidered night-gown.  
The Iris Van Herpen world is a mix of future – latex and laser cut microfiber – and organic shapes borrowed by insects and animals watched with the microscope. Cult items: the long silver dress, that one with crazed fringes and that one with stuffed birds.
Viktor & Rolf celebrate the maison’s twentieth birthday with 20 very conceptual and dark looks, characterized by maxi zips and ergonomic paddings. Final coupe de théâtre: the outfits form a zen garden. Cult items: the dress with layered cape and that one asymmetrical. 
Pictures from Vogue.com and Vogue.fr



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