Non solo sneakers. Chanel e le altre - Paris Haute Couture S-S 2014Not only sneakers. Chanel and other - Paris Haute Couture S-S 2014 - ElectroMode ElectroMode

Non solo sneakers. Chanel e le altre – Paris Haute Couture S-S 2014Not only sneakers. Chanel and other – Paris Haute Couture S-S 2014

gennaio 28, 2014

La prima cosa che ho notato dell’haute couture di Chanel sono le sneakers. Di pizzo, con le paillette, confezionate da Massaro, ma sempre sneakers. E le ho notate perché non le amo.

Non considero un peccato di lesa maestà abbinarle a capi di alta moda, è solo che le scarpe da ginnastica sotto gonne e vestiti habillé non stanno bene quasi a nessuno.

Che si sia trattato di una provocazione (Karl ne sa una più del diavolo), di un altro step verso il progressivo ringiovanimento della couture o di un’abile mossa di marketing, sta di fatto che le sneakers – già avvistate su redattrici e fashion icon – erano ovunque.

A questo punto incuriosita ho guardato il video della sfilata e la mia percezione in parte è cambiata. Non che mi entusiasmino e ok, con gli abiti lunghi continuano a essere improponibili, però ai piedi di queste indossatrici magrissime, altissime e giovanissime alla fine hanno quasi un loro perché. Sarà che le modelle saltellavano e avevano il passo svelto e scanzonato, ma per una volta sembravano quello che sono: delle splendide ragazz(in)e.

Ecco è come se una ventata di aria fresca si fosse abbattuta sul Grand Palais. Poi ammetto che la pazzesca colonna sonora suonata dal vivo da Sébastien Tellier ha fatto la sua parte ma devo dire che questa sfilata alla fine mi è piaciuta.

Mi è piaciuto il make-up luccicante, la chioma effetto corto circuito, la falcata agile e mi sono piaciuti gli outfit, anche se più prêt-à-porter che haute couture e con alcune uscite pleonastiche. Bouclé e colletti,

leggerezza e scintillii su una base sportiva – in bilico tra femminile e maschile – ancorata a tagli sagomati e punto vita aderentissimo apparentemente staccato dal resto, a simulare un completo cropped con sotto una sorta di bustino/panciera.

Magari ci saremmo risparmiati marsupio e ginocchiere.

Sul finale i capi più elaborati, ricchi di paillette, piume e cristalli, e la sposa, una deliziosa Cara Delevingne con paggetto e tunica di sapore Twenties.

Nota a margine molto poco seria: sempre a proposito di Chanel, tra le manie da front row (perfettamente comprensibili) l’ultima riguarda la straordinaria N.5 Bag della collezione resort. Della serie Cronaca di un cult annunciato, da Anna Dello Russo in poi nel parterre dell’haute couture parigina è stato tutto un fiorire di N.5, nere, trasparenti o addirittura in accoppiata. Perché du gust is megl che one.

Tutte le foto di streetstyle sono di Adam Katz – W Magazine

ALTRE SFILATE NOTEVOLI

Un’haute couture parigina forse meno haute del solito, quella appena trascorsa, ma di cose notevoli ce ne sono state.

Da Christian Dior, Raf Simons va dritto per la sua strada proponendo una collezione fresca, apparentemente semplice e leggera ma che nasconde lavorazioni incredibili tra petali di stoffa e ricami in 3D. Anche qui scarpe ginniche rivisitate e mocassini in maglia metallica.

L’evento di stagione è stato il ritorno della maison Schiaparelli. Marco Zanini ha mandato in passerella 19 differenti “personaggi” (e top del passato) abbigliati con capi dai dettagli tanto sontuosi quanto imprevedibili. Forse scarsa organicità e un eccesso di alti e bassi.

Chi sembra un predestinato della couture è Giambattista Valli, uno che ha nel dna panneggi scultorei, ricami sfarzosi e virtuosismi vari. La sua primavera per happy few è stata spettacolare e femminile ma troppo a misura di it girl. Una sovrabbondanza di micro e di body consciousness che non sempre dà buoni frutti.

Armani Privé si è caratterizzato per una particolare raffinatezza con commistioni tra motivi cravatta e orientalismi. Non sono un’adepta del culto Armani però bisogna riconoscere che nella couture dà il meglio di sé.

Maison Martin Margiela in versione Artisanal ha il suo grande perché. Qui al concetto classico di couture si aggiunge quello di unicità e di riassemblaggio di capi d’epoca e tessuti d’archivio in questo caso di Fortuny, Lloyd Wright e Dufy. Bello ed effimero.

Nessuno come Elie Saab sa dare vita ad abiti da sogno con profusioni di cristalli, voile e pizzi. Eleganti, bellissimi, solleticano la principessa che è in noi, anche se peccano di ripetitività; insomma sembra di assistere un po’ a un déjà vu.

Infine Jean Paul Gaultier. Niente di nuovo sotto il sole, con la maliziosa femme fatale parigina all’opera però tutto è terribilmente divertente e ovviamente non sono mancati i look mozzafiato.

The sneakers are the first thing I noticed about the Chanel haute couture fashion show: lace sneakers with sequins made by Massaro, but anyhow sneakers. And I noticed them because I don’t like them.

I don’t consider an heresy to match them with haute couture outfits, but gym shoes, skirts and elegant dresses aren’t ok together, although they have already been seen at the feet of many fashion editors and fashion icons.

So I saw the video of the fashion show and my perception partially changed. They don’t excite me, especially under evening dresses, but wore by these skinny, tall and young models, they almost have their reason. Maybe because the models hopped and had the quick step but they seemed what they are: magnificent (little) girls. Of course I acknowledge that the live soundtrack played by Sébastien Tellier was important.

I liked the sparkling make-up, the electric hair, the agile stride and the outfits, although they seemed prêt-à-porter style rather than haute couture: they were characterized by bouclé and collars,

lightness and sparklings, a sport structure – suspended between feminine and masculine – anchored by shaped cuts and tight-fitting waist that seemed like a corset.

At the end there were the most elaborate looks, rich in sequins, feathers and crystals, and the bride, a gorgeous Cara Delevingne.

The last mania of fashion addicts is the amazing N.5 Bag in transparent or black version. During the Parisian haute couture fashion shows the N.5 Bag was seen everywhere over the shoulder of Anna Dello Russo and other lucky women.

All the streetstyle photos are by Adam Katz – W Magazine

OTHER MASSIVE FASHION SHOWS


Raf Simons proposed a fresh and apparently simple collection but characterized by unbelievable virtuosities like petals of fabric and 3D embroideries. Also in this case there were reworked sneakers.

The season event was the return of Schiaparelli fashion house. Marco Zanini presented 19 outfits with lavish and unpredictable details that maybe were lacking in organic unity.

Giambattista Valli is the predestined of couture, sculptural draperies, luxurious embroideries and various virtuosities. His spring was extraordinary and feminine but too micro, body conscious and it girls-oriented.

Armani Privé was very refined, characterized by tie patterns and orientalisms.

Maison Martin Margiela in Artisanal version has its reason. The uniqueness and the reassembly of vintage outfits and fabrics – in this case by Fortuny, Lloyd Wright and Dufy – adds to the classic concept of couture.

Nobody like Elie Saab is able to give life to dream dresses with plenty of crystals, voile and laces. These gowns were elegant and magnificent but guilty of repetitiveness.

Jean Paul Gaultier didn’t present nothing particularly new but his fashion show – dedicated to the Parisian femme fatale – was funny and rich in breath-taking looks.



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