29° Festival di Hyères29th Festival of Hyères - ElectroMode ElectroMode

29° Festival di Hyères29th Festival of Hyères

aprile 16, 2014

© Steve Hyett

Dal 25 al 28 aprile Hyères.

Sarà l’atmosfera easy, sarà il profilo elevato e fuori dagli schemi delle giurie o il coté sperimentale e bizzarro dei candidati, ma il Festival di Hyères è la manifestazione cult tra gli appuntamenti dedicati ai nuovi talenti della moda e della fotografia.

 

© Toilet Paper

 

Quest’anno poi, ci si mette anche Chanel.

Partner ufficiale per la prima volta, la maison di Rue Cambon – oltre a contribuire al Grand Prix della giuria fotografica, a sponsorizzare la mostra permanente su Charles e Marie-Laure de Noailles e a fornire il make-up per le sfilate – offrirà al vincitore del Première Vision Jury Grand Prize (del valore di 15.000 euro) l’opportunità di collaborare alla leggendaria collezione Métiers d’Art sviluppando cinque modelli. Aggiungiamo il Chloé Prize, il premio della città di Hyères e altri riconoscimenti collaterali e si capirà perché da 29 anni continuino a piovere iscrizioni nel piccolo paradiso modernista del sud della Francia.

Ma veniamo appunto alle competizioni iniziando dalla moda e dalla giuria che insieme ai presidenti Carol Lim e Humberto Leon vede schierato un pool comprendente anche Maurizio Cattelan, Spike Jonze, Pamela Golbin e Chloë Sevigny.

 

Carol Lim & Humberto Leon – © Sebastian Kim

Chloe Sevigny – © Filep Motwari

Jay Massacret – © Filep Motwari

10 come sempre i finalisti, selezionati tra 312 provenienti da 55 paesi, e anche stavolta ahimè niente Italia, ma questa è un’altra storia. Eccoli in ordine rigorosamente alfabetico: Liselore Frowijn (Olanda), rifacendosi ai collage di Matisse, punta su stratificazioni e volumi per una collezione all’insegna della velocità e dello sport;

Liselore Frowijn – Olanda – collection femme – © The Stimuleye

Pablo Henrard (Belgio), suggestionato da 20.000 Leghe Sotto I Mari, fonde la dimensione dell’abbigliamento classico maschile con la moda femminile anni Cinquanta in chiave giovane e metropolitana;

Pablo Henrard – Belgio – collection homme – © The Stimuleye

Marit Ilison (Estonia) s’ispira alla Kaamos, la notte polare, e alle sensazioni legate al dormire e al calore del letto per capi in lana spessa con stampe lussureggianti;

Marit Ilison – Estonia – collection femme – © The Stimuleye

Anne Kluytenaar (Olanda) traduce in una riflessione sui codici vestimentari e sulla moda come affermazione del corpo la vicenda di suo padre che ha deciso di vivere in abiti femminili;

Anne Kluytenaar – Olanda – collection homme – © The Stimuleye

Coralie Marabelle (Francia) trae spunto dalle vesti dei pastori del nord dell’Iran per spettacolari silhouette sull’orlo della metamorfosi;

Coralie Marabelle – Francia – collection femme – © The Stimuleye

Kenta Matsushige (Giappone) presenta una collezione urbana e contemporanea ma nel rispetto dell’hinabi, la bellezza pastorale;

Kenta Matsushige – Giappone – collection femme – © The Stimuleye

Agnese Narnicka (Lettonia) è ugualmente orientata su contemporaneità e ambiente urbano ma riletti attraverso il mondo dell’edilizia e con riferimento ai colori e alle texture delle “divise” di muratori e architetti;

Agnese Narnicka – Lettonia – collection homme – © The Stimuleye

Louis-Gabriel Nouchi (Francia) traspone Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki e l’antagonismo che permea il film in un patchwork di pezzi con funzioni opposte riuniti in un tutto coerente;

Louis-Gabriel Nouchi – Francia – collection femme – © The Stimuleye

Roshi Porkar (Austria), affascinata dalle antiche statuette afgane dette Principesse di Bactira, delinea una sequenza di slittamenti temporali tra un passato reinventato e un futuro rétro;

Roshi Porkar – Austria – collection femme – © The Stimuleye

Yulia Yefimtchuck (Ucraina) focalizza l’attenzione sui poster propagandistici del suo paese denunciando la mercificazione capitalista della donna ma anche l’ottica comunista che la trasforma in strumento.

Yulia Yefimtchuk – Ucraina – collection femme – © The Stimuleye

Passiamo adesso al concorso fotografico e ai 10 finalisti (tra cui un italiano) selezionati su 743 candidati dalla giuria presieduta da Steve Hiett: Anna Grzelewska (Polonia) in Julia Wannabe ritrae sua figlia Julia che cresce riflettendo sulla doppia valenza della fotografia, sulla sua natura documentaristica ma anche sulla finzione delle storie che le immagini raccontano;

Anna Grzelewska – Polonia – dalla serie Julia Wannabe

Osma Harvilahti (Finlandia) tratta i suoi soggetti concentrandosi esclusivamente su colore, forma e pattern per giungere a una pura astrazione;

Osma Harvilahti – Finlandia – Tangerine (dalla serie New Color, 2013)

Arnaud Lajeunie (Francia) introduce elementi dichiaratamente artificiali in ambienti naturali per confondere l’interpretazione abituale dei paesaggi e servendosi di lunghi tempi di apertura rivela forme che l’occhio umano non è in grado di percepire;

Arnaud Lajeunie – Francia – dalla serie Water Meets Color, Color Meets Water, 2011

Orianne Lopes (Francia) attraverso un punto di vista parodistico evidenzia la stigmatizzazione estetica e sessuale delle donne africane in una cultura visiva “bianca”;

Oriane Lopes – Francia – Nanà Nanà (dalla serie Les Mélanies, 2013)

Birthe Piontek (Germania/Canada), prendendo le mosse dai milioni di ritratti che ogni giorno scattiamo, condividiamo e guardiamo come dovessimo continuamente dare prova della nostra esistenza, modifica una serie di immagini invitandoci ad andare al di là dell’apparenza scoprendo “luoghi” sconosciuti della personalità;

Birthe Piontek – Germania/Canada – Untitled #1 (dalla serie Mimesis, 2013)

Virginie Rebetez (Svizzera) fotografa lapidi del cimitero di Soweto ricoperte da tessuti e materiali vari che celano l’identità del defunto e il colore della sua pelle per parlare di memoria e identità individuale e collettiva;

Virginie Rebetez – Svizzera – Untitled #13 (dalla serie Undercover, 2013)

il lavoro di Marie Rime (Svizzera) si caratterizza per le coloratissime composizioni geometriche delle serie Armures, che raffigura donne rivestite con oggetti quotidiani, e Pharma con cui contesta l’industria farmaceutica svizzera;

Marie Rime – Svizzera – Armure #5 (dalla serie Armure, 2013)

Marleen Sleeuwits (Olanda) esplora uffici vuoti costruendo e deformando i luoghi di passaggio dove possiamo entrare in contatto con noi stessi ma di cui non abbiamo consapevolezza;

Marleen Sleeuwits – Olanda – Interior N°32, 2011

Charlotte Tanguy (Francia) ha scattato le sue foto in Russia nella condizione di chi non parla la lingua e non può comprendere a pieno le situazioni. Le sue immagini ruotano attorno a un punto preciso e richiedono tempo per essere decifrate proprio come quando ci si concentra sulla grafica di una parola senza considerarne il significato;

Charlotte Tanguy – Francia – dalla serie Poem, 2012

infine Lorenzo Vitturi (Italia/Regno Unito) rappresenta l’ordine e l’armonia nascosta di un luogo apparentemente caotico: il mercato multietnico di Dalston, il quartiere londinese in cui vive. In 8 mesi ha raccolto elementi organici, oggetti inanimati e rifiuti immortalandoli in spettacolari still life.

Lorenzo Vitturi – Italia/Regno Unito – Green Stripes # (dalla serie Dalston Anatomy Series, 2013)

Prossimamente scopriremo i vincitori e daremo un’occhiata alle mostre visitabili fino al 25 maggio.

© Steve Hyett

From the 25thto the 28th of April 2014. Hyères.

The Hyères International Festival is the cult event among the contests about the new fashion and photography talents.

© Toilet Paper

This year the novelty is the presence of Chanel as official partner. The prestigious fashion house is gonna offer to the winner of the Première Vision Jury Grand Prize the opportunity to contribute to the Métiers d’Art collection with 5 silhouettes. If we add the Chloé Prize, the Public Prize/City of Hyères and other collateral prizes we’ll understand the reason of the success which has characterized this show for 29 years.

Let’s start with the fashion competition. The 2014 jury is constituted by Carol Lim and Humberto Leon (presidents) and also by Maurizio Cattelan, Spike Jonze, Pamela Golbin and Chloë Sevigny.

Carol Lim & Humberto Leon – © Sebastian Kim
Chloe Sevigny – © Filep Motwari
Jay Massacret – © Filep Motwari

The 10 finalists are: Liselore Frowijn (Netherlands), taking inspiration from the Matisse’s paper cutouts, makes a collection characterized by speed, sport, layerings and over volumes;

Liselore Frowijn – Netherlands – woman collection – © The Stimuleye

Pablo Henrard (Belgium), influenced by Twenty Thousand Leagues Under The Sea, blends the masculine classic clothing with the feminine fashion from the Fifties;

Pablo Henrard – Belgium – man collection – © The Stimuleye

Marit Ilison (Estonia) is inspired by the Kaamos, the polar night, and by the sensations linked to sleep giving life to tick wool garments with lush patterns;

Marit Ilison – Estonia – woman collection – © The Stimuleye

Anne Kluytenaar (Netherlands) translates a personal event (her father decided to live his life as a woman) into a reflection about the dress codes and fashion as body statement;

Anne Kluytenaar – Netherlands – man collection – © The Stimuleye

Coralie Marabelle (France) draws on the clothes of the north of Iran shepherds creating spectacular silhouettes on the verge of metamorphosis;

Coralie Marabelle – France – woman collection – © The Stimuleye

Kenta Matsushige (Japan) presents a contemporary and urban collection respecting hinabi, the pastoral beauty;

Kenta Matsushige – Japan – woman collection – © The Stimuleye

Agnese Narnicka (Latvia) talks about the urban and contemporary environment through the world of the construction sites, the colors and the textures of the workmen and architects’ outfits;

Agnese Narnicka – Latvia – man collection – © The Stimuleye

Louis-Gabriel Nouchi (France) rereads the antagonism which characterizes Princess Mononoke by Hayao Miyazaki through a patchwork of different pieces;

Louis-Gabriel Nouchi – France – woman collection – © The Stimuleye

Roshi Porkar (Austria), fascinated by the ancient Afghan feminine statuettes called Princesses of Bactira, sketches a series of time lags between a reinvented past and a retro future;

Roshi Porkar – Austria – woman collection – © The Stimuleye

Yulia Yefimtchuk (Ukraine) focuses her attention on propaganda posters of her country denouncing the capitalist commercialization of the woman but also the communist perspective that turns the woman into an instrument;

Yulia Yefimtchuk – Ukraine – woman collection – © The Stimuleye

The 10 finalists (selected by the jury presided by Steve Hiett) of the photographic contest are: Anna Grzelewska (Poland) presents the series entitled Julia Wannabe, about her daughter Julia, reflecting on the double value of the photography, on its documentary nature but also on the fiction of the stories that the images tell;

Anna Grzelewska – Poland – from the series Julia Wannabe

Osma Harvilahti (Finland) treats his subjects concentrating only on color, shape and pattern;

Osma Harvilahti – Finland – Tangerine (from the series New Color, 2013)

Arnaud Lajeunie (France) inserts artificial elements in natural environments in order to confuse the habitual interpretation of the landscapes;

Arnaud Lajeunie – France – from the series Water Meets Color, Color Meets Water, 2011

Orianne Lopes (France) highlights the aesthetic and sexual stigmatization of African women in a white visual culture through a parodical point of view;

Oriane Lopes – France – Nanà Nanà (from the series Les Mélanies, 2013)

Birthe Piontek (Germany/Canada), starting from the millions of images that every day we create, share and look, changes a series of pictures inviting to look beyond the surface;

Birthe Piontek – Germany/Canada – Untitled #1 (from the series Mimesis, 2013)

Virginie Rebetez (Switzerland) portrays in the graveyard of Soweto tombstone covered in different kinds of materials that conceal the identity of the deceased in order to talk about individual and collective identity and memory;

Virginie Rebetez – Switzerland – Untitled #13 (from the series Undercover, 2013)

the work of Marie Rime (Switzerland) is characterized by the high-colored geometrical compositions of the Armures series, that portrays women dressed with everyday objects, and the Pharma series that questions Swiss pharmaceutical industry;

Marie Rime – Switzerland – Armure #5 (from the series Armure, 2013)

Marleen Sleeuwits (Netherlands) explores empty offices constructing and deforming in-between spaces where we can find ourselves but are shut off from our consciousness;

Marleen Sleeuwits – Netherlands – Interior N°32, 2011

Charlotte Tanguy (France) tooks pictures in Russia without speaking Russian and understanding of situations. Her images stare at a precise point and require time to be deciphered;

Charlotte Tanguy – France – from the series Poem, 2012

finally Lorenzo Vitturi (Italy/United Kingdom) represents the hidden order and harmony of an apparently chaotic space: the multiethnic market of Dalston, the London district where he lives. Over eight months he collected organic and inanimate objects and debris immortalizing in spectacular still lives.

Lorenzo Vitturi – Italy/United Kingdom – Green Stripes # (from the series Dalston Anatomy Series, 2013)

Soon we’ll discover the winners and the exhibitions (until May 25).



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