Interview: Eskimo TwinsInterview: Eskimo Twins - ElectroMode ElectroMode

Interview: Eskimo TwinsInterview: Eskimo Twins

febbraio 3, 2015

Eskimo_Twins

 

Nathan Liddle-Hulme e Timothy Clerkin sono due ragazzi inglesi, cresciuti a pane e clubbing e follemente innamorati della musica elettronica. Con il progetto Eskimo Twins si sono imposti sulla scena inglese come esponenti di una new wave di talentuosi producer, pronti a seguire le orme di maestri del calibro di Andrew Weatherall. ElectroMode propone quest’intervista a Nathan e Tim fatta a Novembre 2014 e pubblicata solo ora per i motivi che ben conoscete.

 

 

Ciao ragazzi! Vi conoscete fin da quando eravate studenti a Leeds. Potreste descriverci quel periodo? Quanto ha contato per la vostra carriera?

Ci ha formato e in parte ci ha reso quello che siamo oggi. È stato in quel periodo che abbiamo deciso di fare musica elettronica e che abbiamo iniziato a frequentare la scena clubbing. Ripensandoci, allora ascoltavamo musica abbastanza discutibile, ma eravamo davvero pieni di entusiasmo. E comunque c’era anche tanta buona musica che girava. Eravamo a un live dei Simian Mobile Disco al Cockpit – uno dei migliori posti di Leeds – quando abbiamo deciso di far partire il progetto Eskimo Twins. Ricordo – vagamente, a dire il vero – quando hanno suonato Animal House, un pezzo che abbiamo amato e che ha influenzato le nostre prime produzioni. (T)

 

Eskimo Twins Reworks Vol. 1 è il vostro ultimo lavoro. Potreste dirci qualcosa in più? Perché avete scelto proprio queste tracce?

Si tratta di reinterpretazioni di tracce elettroniche che amiamo ma che non sono “suonabili” in una serata da club. I pezzi sono stati rielaborati – e non stravolti per una sorta di rispetto nei confronti degli originali – per essere suonati nei nostri set. Abbiamo cominciato un paio di anni fa e, ogni volta che li abbiamo messi, la gente ci chiedeva cosa fossero e quando li avremmo pubblicati. Così abbiamo deciso di far uscire un Ep. L’ultimo brano – The Boogey Man – è più di una cover, non costruita per il dancefloor. Abbiamo voluto rendere omaggio allo straordinario gioco di synth contenuto nell’originale. (N)

 

Eskimo-Twins-Rework       

Nel corso della vostra attività avete fatto molti remix e produzioni. Usate lo stesso approccio per entrambi?

Penso che il nostro approccio vari molto a seconda dei casi. Senz’altro ci sono “trucchi” e processi che entrano a far parte del nostro suono, ma ho qualche dubbio che le nostre tracce abbiano una matrice unica che le identifichi. Per i remix importiamo sempre tutti gli stem (file stereo che rappresentano i vari strumenti musicali, ndr) su Ableton; poi può succedere che iniziamo a lavorarci entrambi oppure solo uno di noi. Lo so, non è una risposta soddisfacente alla tua domanda, ma davvero dipende dalla traccia. Se abbiamo un’idea chiara di come la produzione debba suonare, solitamente viene fuori abbastanza velocemente; altrimenti si provano differenti versioni finché non troviamo il sound giusto. I migliori risultati si hanno attraverso il confronto e la collaborazione. (T)

 

Il vostro stile è fatto di bassi incalzanti e beat potenti. Cosa influenza il vostro modo di pensare e produrre musica?

Abbiamo trascorso la nostra adolescenza ascoltando rock, metal e punk. Abbiamo scoperto la musica elettronica al college per poi immergerci nella scena clubbing nel periodo universitario. Il background musicale è abbastanza simile. Ma i nostri gusti variano e prendono direzioni particolari. Ciò che alimenta la creatività e influenza in definitiva il modo di pensare e produrre musica è la gioia di cercare e trovare continuamente nuova musica (che sia recente o sia nuova solo per te). Possiamo tanto essere influenzati da un vecchia traccia psychedelic disco quanto da una nuova produzione techno. (N)

 

 

Avete prodotto 3 Days of the Condor Ep ed Elegy per Clouded Vision. Cosa ne pensate della collaborazione con Matt Walsh? Al di là di questo, chi sono i producer e le label da seguire adesso?

Lavorare con Matt è fantastico. Ci conosciamo da qualche anno – lui ha fatto un remix per il nostro terzo Ep. Matt è uno dei migliori dj in circolazione – sempre “pulito” e imbattibile nella selezione dei pezzi. Inoltre è superprofessionale. Questo è ciò che fa davvero la differenza.
È difficile dire chi e cosa seguiamo al momento. C’è così tanta buona musica in giro. Ecco alcune label che ci piacciono molto: Meant Recordings, Days of Being Wild, Beachcoma, Tusk, Astro Lab, La Dame Noir, Correspondant, Join Our Club, Throne of Blood, Relish, Abode, Lobster Theremin, Cold Beats Record etc etc.  (T)

 

Eskimo_Twins_Hideout

 

Conoscete molto bene la scena clubbing inglese. Cosa la rende peculiare e interessante? Quale città/club consigliereste a un amante della musica elettronica?

Londra, Manchester, Leeds sono le migliori. Sono differenti tra loro, ma ognuna ha la propria peculiarità. La scena di Leeds ha rappresentato un passaggio fondamentale per la nostra attività di producer. Per questo motivo avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore. Ci sono party incredibili e la gente è sempre positiva. A Londra c’è tutto da un punto di vista musicale. Se uno solo volesse, potrebbe andare a ballare cinque notti a settimana. Attualmente ci sono promoter “illuminati” che organizzano grandi serate in posti davvero interessanti. (N)

        

Internet e i cambiamenti tecnologici hanno modificato e continuano a modificare il mercato musicale. Rispetto a 20/30 anni fa oggi – almeno così sembra – ci sono molti più producer e label. Ci sono più opportunità e allo stesso tempo più competizione. Come valutate questa situazione?

Senza dubbio la situazione è differente rispetto a prima. Il mercato è saturo e così è più dura sfondare. Allo stesso tempo il file-sharing e la produzione con i laptop esistono da prima che noi iniziassimo a fare musica. È semplicemente qualcosa a cui siamo abituati. Lamentarsi è facile, ma non risolve nulla. Sono sicuro che noi avremmo fatto molti più soldi 20/30 anni fa, ma non è per il denaro che facciamo musica. E poi cosa si potrebbe fare? Dis-inventare Internet? A noi piace il mondo web. Ci sono molti canali che in futuro potrebbero dare agli artisti l’opportunità di fare un po’ di soldi con la loro musica, ma non sono sicuro quale sia quello che, se ce n’è uno, ci sarà più utile. Di sicuro posso dire che, se ti piace la musica e vuoi sostenere chi fa musica, non andare su Spotify ma compra ciò che t’interessa. (T)

       

 

All’inizio di settembre avete suonato all’Unknown festival. C’ero anch’io, è stato molto bello. Qual è il punto di forza di festival di questo genere? Può rappresentare un’alternativa a mete “classiche” come Ibiza o a festival “classici” come il Sonar?

A settembre è stata la nostra quinta volta in Croazia. La Croazia è senza dubbio l’alternativa alle consolidate scene clubbing estive. Secondo me è anche meglio. Ci sono tanti festival per tutto il periodo estivo. Molte persone vanno lì per tre settimane e fanno la spola tra le varie mete. A questo aggiungi ottime (solitamente) condizioni atmosferiche, paesaggi costieri affascinanti, prezzi convenienti. È normale che sia diventata così popolare. Tra tutti i festival penso che l’Unknown sia il migliore. La line-up è ben curata, il posto delizioso, la gente fantastica. Chi va all’Unknown è un amante della musica elettronica. (N)

       

Quali sono i vostri progetti?

Abbiamo pubblicato da poco un Ep di reworks che è disponibile qui: http://eskimotwins.bigcartel.com/product/reworks-vol-1-12-vinyl

Abbiamo quasi finito un nuovo Ep e poi dovrebbero essere pubblicati a breve alcuni remix.

 

Eskimo_Twins

 

Nathan Liddle-Hulme and Timothy Clerkin are two English guys who have grown up living and breathing electronic music. With the project Eskimo Twins they have come to the fore as talented producers, ready to follow in Andrew Weatherall’s footsteps and develop a new English sound. In November 2014 ElectroMode had a very interesting talk with Nathan and Tim. We have had to wait for the new website to publish the interview. It’s still worth reading it.

 

 

Hi guys! You’ve known one another since meeting as students in Leeds. Could you describe that period? How important has it been for your future?

It partly shaped us as the people we are today so important, yeah.  That’s where we decided we wanted to make electronic music and where we started going clubbing properly. Looking back, I think we were listening to some slightly questionable  music, but we were very enthusiastic about it at the time! And there was a hell of a lot of decent music about too. When we decided to start Eskimo Twins we were at an Simian Mobile Disco live gig at the Cockpit, one of Leeds’ finest venues, which I believe is sadly closing soon. That was a great night though, I (vaguely) remember them playing Animal House, which is one of the main tracks we bonded over we decided to start making techno. You can probably hear its influence in some of our early material! (T)

 

Eskimo Twins Reworks Vol. 1 is your last release. Could you tell something about it? Why have you chosen these tracks?

They are our interpretations of electronic tracks we love but aren’t really playable in a club setting. We decided we would rework the tracks into something we could play in our sets, whilst trying to be respectful to the originals. We started a couple of years ago and whenever we played them, people would ask what they were and when they were coming out. So we decided to do a couple more tracks and put a 12” out. The final track is more of a cover version, not built for the dance floor, just us playing trying to homage to some amazing synth work and texture which were on the original. (N)

 

Eskimo-Twins-Rework       

You’ve done a lot of productions and remixes. Do you use the same method for both of them?

I think our approach varies a lot and we’ve not really got any set way of working. We definitely have little tricks and processes that make up part of our sound, but I’m not sure any of our tracks started in exactly the same way. With remixes we always import all the stems into Ableton first off, but depending what we’re up to, we might start it together or one of us make a start and bring it to the studio for us both to work on. This is not a very definite answer to your question, but it really depends on the track! With both remixes and originals, if we have a clear idea of what it should sound like, it usually comes together quite quickly, others might go through few different versions before we settle on a sound. Challenging ourselves, the way we work and experimenting in the studio always leads to the best results, I reckon. (T)

 

Your style is characterized by dogged basses and powerful beats. What influences your way of thinking and doing music?

We both spent our teens listening to rock, metal and punk, discovered electronica at college and then immersed ourselves in clubbing at university. So from that perspective we come from a fairly similar musical background. But our tastes are pretty wide. The joy about constantly finding and searching for new music (whether it’s ‘new’ or just ‘new to you’) is that it all fuels your creativity and ultimately influences what you create yourself. We’re as likely to take influence from an old lost psychedelic disco record as we are from a new techno record we’d play in our DJ sets. (N)

 

 

You’ve produced 3 Days of the Condor Ep and Elegy for Clouded Vision. How do you judge the collaboration with Matt Walsh? By the way, who are the producers (and the labels) to follow at present?

Working with Matt has been an absolute delight and we’ve known him for a few years – he did a remix for our third EP. It’s great to be involved with Clouded Vision as we’re big fans of the output and Matt is honestly one of the best DJ’s we’ve ever seen – always flawless and the best tune selection. Plus he’s super professional to work with too, which makes a real difference.

In terms of who to follow at the moment, it’s hard to know where to begin! There’s so much good music around, so here’s some labels instead of listing all the artists we like: Meant Recordings, Days of Being Wild, Beachcoma, Tusk, Astro Lab, La Dame Noir, Correspondant, Join Our Club, Throne of Blood, Relish, Abode, Lobster Theremin, Cold Beats Record etc etc. All the usual suspects! (T)

 

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You know very well the English clubbing scene. What’s interesting and peculiar in it? Which city/club do you advice for an electro lover?

London, Manchester and Leeds all have great scenes. They’re all a little different but all worth checking out. Clubbing in Leeds whilst we were students was the catalyst for what we’re doing now in Eskimo Twins, so it will always have a special places in our hearts. There are great nights on there and the people are always a pleasure. London has such a vast range of music events. You could go clubbing five nights a week if you had the energy… There are some great nights being put on in interesting venues and some really forward thinking promoters out there at the moment.  (N)

        

Internet and the technological changes have been modifying the market of music. Compared to 20/30 years ago, today – it looks so – there are many more labels and producers. There are more opportunities and at the same time more competition. How do you assess this situation?

It’s certainly different than once it was. The market is definitely more saturated so it’s tougher to break through than it used to be I’m sure. File sharing and laptop producers started way before we began music though so it’s just something we’re used to. It’d be very easy to complain about the state of the industry at the moment, but that won’t solve anything. I’m sure we’d have made more money 20/30 years ago, but that’s not why we make music and what are you going to do, un-invent the internet?! We like the internet. There are various models that could give artists the opportunity to make decent money from their music again in the future, but I’m not sure which, if any, we’ll get behind at this stage. One thing I will say though is; if you like music and want to support musicians, don’t listen to Spotify, go and buy music. (T)

       

 

At the beginning of September you played at Unknown festival. I was there too, I loved it. What’s the strong point of such a festival? Could it be thought as an alternative compared to “classical” venues like Ibiza or “classical” festivals like Sonar?

Unknown in September was probably the 5th time we’ve been over to Croatia to play, and we loved it. Croatia is definitely the alternative to the tried and tested summer clubbing options but in my opinion, it has something better. There are festivals back to back throughout the summer there and lots of people are going for 3 weeks and travelling between the sites, almost doing a ‘mini season’. Add to that the (usually) amazing weather, stunning coast line and scenery and cheap prices and you start to see why it’s becoming so popular. Amongst all those festivals, I think Unknown stands out from the crowd though. The line-up is really well curated, the site and design is lovely, and the crowd great. The people there are music fans. Genuinely friendly people are always up for a good time, even through the rain… (N)

       

What are your coming projects?

We’ve just released a 12” of reworks which is available here: http://eskimotwins.bigcartel.com/product/reworks-vol-1-12-vinyl

We’ve very nearly finished a new EP, plus we’ve various remixes coming out shortly.

 



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