Le 4 collezioni top della London Fashion Week - SS 2016 - ElectroMode ElectroMode

Le 4 collezioni top della London Fashion Week – SS 2016

settembre 23, 2015

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Leggermente sotto tono e perennemente in bilico tra bizzarrie, minimalismo che può sfociare nel soporifero ed eccentricità romantiche, la London Fashion Week è mediamente superiore alla settimana newyorkese ma con punte meno eclatanti. In poche parole a Londra manca un Marc Jacobs e per questa stagione anche un Givenchy. Tuttavia alcuni tra i giovani designer più interessanti e “in forma” sono qui. Simone Rocha, J.W. Anderson, Erdem e Mary Katrantzou sanno far sognare, provocare e ispirare. In pratica tutto quel che serve alla moda.

Le 4 collezioni top della London Fashion Week sono le loro.

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SIMONE ROCHA

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Affascinante sfilata quella di Simone Rocha, designer che sorprende e lascia senza fiato sempre più.

Stavolta si è sopraffatti da una sequenza di abiti leggiadri e baby in cui l’ispirazione giapponese emerge in modo talmente sottile e originale da non essere quasi percepibile. Fiori di pesco e foreste di bambù nelle stampe, grandi fiocchi da kimono (con un tocco un po’ Pradesco a dire il vero), ma soprattutto imbracature fatte di cinghie annodate che irrompono su tanta grazia.

Sono il portato di una passione per Nobuyoshi Araki e i suoi intrecci pericolosi e la migliore rappresentazione di quanto delicatezza, sensualità e anche perversione possano andare d’accordo nell’animo umano e sulla passerella.

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Ph. Sonny Vandevelde
Ph. Sonny Vandevelde

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J.W. ANDERSON

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Quelli di J.W. Anderson sono i classici capi che fanno impazzire gli addetti ai lavori e lasciano perplessi gli altri. Ma essere designer inclini all’avant-garde significa questo: giocare in leggero anticipo e creare cose che nell’immediato fanno ribaltare le sopracciglia ai più ma che domani molti vorranno seppure in versione edulcorata.

Tra chi spergiura che nemmeno in punto di morte indosserebbe le camicie con gigantesche maniche a gigot, né i pantaloni alla zuava, né le stampe cattivone da tappezzeria anni Settanta andata a male o i top con coppe a cuscino cascante una buona metà si ricrederà in poco tempo. Già pronti invece all’invasione da fast fashion e social network i mini-reggiseni su tutto, le fantasie Op alla Keith Haring, i ciclisti in pizzo e i coordinati in jersey a coste.

Stupendi in ogni universo e galassia l’abito rosa con jabot e i completi pantalone in bianco e nero.

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ERDEM

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Forse perché abbiamo bisogno di un pizzico di romanticismo di altri tempi e di sogni anche cupi, forse è per questo che Erdem piace così tanto. O semplicemente perché i suoi capi rétro ma stranamente appropriati all’oggi sono affascinanti e sembrano raccontare storie. Non meraviglia perciò che Erdem sia un fan di James Ivory e che per esprimersi necessiti d’immaginare la creatura romanzesca a cui destinare il suo guardaroba.

In questo caso balze, pizzo, damaschi, ricami, fiori e nastrini di velluto nero sono quelli delle donne trasferitesi nel West nella seconda metà dell’Ottocento e affette dalla cosiddetta “febbre della prateria”, una forma depressiva dovuta a solitudine e spaesamento di fronte a immensi spazi aperti. Come dire: la seduzione della malinconia.

Spettacolari gli abiti finali con fitte pieghe di tessuto effetto onda.

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MARY KATRANTZOU

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Chi era innamorato delle fantasmagoriche stampe digitali di Mary Katrantzou potrebbe sentirsi orfano. Già da qualche stagione sono sparite o si sono trasformate. In questa collezione hanno le sembianze di tessere e fiori micro tra il Balcanico e la Secessione Viennese con l’aggiunta di decori che ricordano motivi Art Nouveau. Ma il passo ulteriore è la ricerca sui materiali – matelassé e pizzo metal – e sulle silhouette, vedi i trionfi di ruche.

È da un po’ infatti che Mary sta provando a tralasciare quello che era il suo tratto distintivo per non rimanere ingabbiata in esso ed evolversi. E c’è riuscita, anche se con qualche rischio. Ad esempio nella p-e 2016 ci sono diversi look non a livello del resto. Tuttavia la bellezza prevale e il progetto complessivo non ne risulta inficiato.

Molto belli sandali e stivaletti con tacco scultura e calzerotti di maglia.

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Ph. Vogue.com



3 risposte a “Le 4 collezioni top della London Fashion Week – SS 2016”

  1. Bellissime tutte!!!*_* una grande selezione, come sempre ottimi gusti! Soprattutto per Simon Rocha e questo parallelismo con Araki <3

    • ElectroMode ha detto:

      Grazie mille, Chiara! Sono contenta ti sia piaciuta la selezione. Simone Rocha è bravissima ed è al momento una delle mie designer preferite.

  2. Matteo ha detto:

    Simone Rocha è fantastica, passando da DSM a Londra ho sbirciato i suoi vestiti per un po', davvero belli.
    Mi è piaciuto anche Kane, mentre Anderson mi ha lasciato un po' freddino: da un lato m'è sembrato prevedibile , da un lato forse non l'ho proprio capito.
    In generale, un'ottima selezione di LFW (che però, a parte loro, non mi pare abbia tanto da offrire, no?)
    Matteo

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